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I migliori libri della biblioteca di Babele (parte terza)
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Terzo e ultimo appuntamento con questa serie di libri della geniale collana creata dall’editore italianoa Franco Maria Ricci con l’ausilio di Jorge Luis Borges. Ecco dove avevamo pubblicato la prima parte e la seconda parte.
Ma di cosa si tratta? Se non ne conoscete la storia, la Biblioteca di Babele è stata creata da Jorge Luis Borges per l’editore italiano di eccellenza Franco Maria Ricci. È una collana che nasce da un’idea apparentemente semplice e in realtà vertiginosa: raccogliere racconti fantastici, strani, inquieti e dimenticati, non seguendo la fama degli autori ma una precisa idea della letteratura.
Il lavoro di Borges va oltre la ricerca di capolavori da scoprire o riscoprire. In effetti, l’autore argentino cercava pagine capaci di aprire una porta verso l’impossibile: storie dove la realtà si incrina, dove l’identità diventa un enigma, dove il mondo ordinario lascia intravedere qualcosa di più oscuro e profondo.
Per questo molti libri sono in realtà di difficile reperimento e puntiamo alle versioni fuori catalogo, che comunque vengono venduti nel marketplace di Amazon come libri usati (puntiamo alle edizioni nelle migliori condizioni possibili). Si tratta di un lavoro di riscoperta secondo noi molto importante, che consente di guardare alla letteratura attraverso la lente di un grandissimo autore del canone mondiale.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
Una raccolta di storie di uno dei più grandi narratori in lingua inglese. I quattro racconti di James qui selezionati differiscono molto tra loro: i primi tre gravitano nell’ambito del fantastico, pur con sfumature differenti, il quarto è la cronaca di una paziente vendetta, tanto più atroce in quanto ignoriamo la sua ultima realtà.
Partendo, forse senza saperlo, dal romanzo epistolare del XVIII secolo, James scopre il punto di vista, il fatto che la favola viene narrata attraverso un osservatore, che può e suole essere fallibile. Questo osservatore definisce gli altri, ma, senza rendersene conto, sta definendo sé stesso.
I lettori di James si vedono costretti a una continua e lucida diffidenza, che a volte costituisce il loro diletto e altre la loro disperazione. Il testo può falsare i fatti o non capirlo, o semplicemente mentire.
In La vita privata il fantastico si combina al satirico, il più volte ricreato tema del doppio e la beffa alle splendide nullità che attraversano i visibili palcoscenici del mondo. Owen Wingrave può sembrare inizialmente un opuscolo pacifista ma successivamente la gravitazione dell’antico e dello spettrale non esclude l’epico.