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Diablo 5 riscopre il DNA della saga: tornano i mondi generati proceduralmente
Blizzard vuole riportare Diablo alle sue radici con Diablo 5, e uno dei cambiamenti più importanti rispetto a Diablo 4 riguarderà proprio la struttura del mondo di gioco.
Durante un panel della BlizzCon 2026, Tiffany Wat, senior production director del progetto, ha confermato il ritorno della generazione procedurale sia nei dungeon sia nelle aree esterne. Questo significa che tornando in una regione già visitata non sarà possibile affidarsi completamente a ciò che si era imparato in precedenza.
Percorsi, punti di riferimento e incontri con i nemici potranno infatti cambiare, costringendo il giocatore ad adattarsi continuamente. Wat ha spiegato che Blizzard vuole costruire un'esperienza basata sulla "scoperta continua", nella quale esplorare Sanctuary non diventi mai una semplice questione di memoria.
L'obiettivo è anche quello di aumentare il senso di pericolo. Nel mondo di Diablo 5 le città sono scomparse e Sanctuary viene descritto come un luogo estremamente ostile, dove il giocatore non dovrebbe mai sentirsi realmente al sicuro.
Si tratta di una filosofia che richiama più da vicino i capitoli precedenti della serie. Diablo 4 aveva invece puntato su una struttura open world più definita, con una mappa stabile che poteva essere progressivamente esplorata e imparata.
Diablo 5 è attualmente previsto per il 2029, quindi ci sarà ancora molto tempo prima di scoprire quanto profondamente Blizzard intenda sviluppare questa nuova impostazione.
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