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USA, violenza fisica per oltre metà degli adulti: chi rischia di più?
I ricercatori del Newcomb Institute della Tulane University e dell’Università della California a San Diego hanno presentato un’indagine nazionale secondo cui il 52% degli adulti statunitensi ha subito violenza fisica nell’arco della vita. Il rapporto documenta anche una maggiore esposizione alle violenze tra le persone in difficoltà economica, insieme ad associazioni con problemi di salute mentale.
L’indagine USVEX ha coinvolto 2.720 adulti nei 50 Stati, con questionari in inglese e spagnolo somministrati da NORC, presso l’Università di Chicago, tra ottobre e dicembre 2025. Il campione è stato calibrato per rappresentare la popolazione nazionale. Le domande raccolgono direttamente le esperienze delle persone, comprese quelle mai denunciate; i risultati sono diffusi in un rapporto istituzionale.
Le percentuali cambiano considerando il periodo osservato: la violenza fisica riguarda il 52% degli adulti nell’intera vita e il 5% nell’anno precedente al questionario. Per la violenza sessuale, che nell’indagine comprende molestie e aggressioni, le quote sono rispettivamente del 49% e del 7%. La prevalenza nell’arco della vita raggiunge il 68% tra le donne e il 29% tra gli uomini.
La violenza del partner è stata riferita dal 61% delle donne e dal 45% degli uomini nel corso della vita: questa categoria comprende anche abusi emotivi e comportamenti di controllo. Il 19% delle donne e il 3% degli uomini riferisce forme potenzialmente letali, tra cui strangolamento, ustioni, pestaggi o violenze con armi da fuoco o coltelli.
Lo sfratto emerge tra le condizioni associate alle differenze maggiori. Chi lo aveva subito nell’anno precedente riportava violenza fisica recente con una frequenza circa sette volte superiore rispetto a chi non aveva vissuto questa esperienza. Per la violenza sessuale il rapporto era di circa tre volte e per quella del partner quasi cinque. Anche tra le persone senza dimora le tre forme di violenza risultavano più frequenti.
L’esposizione aumenta durante l’adolescenza e la prima età adulta, fasi nelle quali gli autori propongono di concentrare la prevenzione. Le persone LGBTQ+ riportano inoltre livelli sproporzionatamente elevati di violenza. Sul versante della salute mentale, chi riferisce episodi recenti presenta più frequentemente sintomi depressivi o ansiosi, pensieri suicidari e consumo di sostanze; queste associazioni osservazionali non stabiliscono da sole rapporti di causa ed effetto.
Il rapporto misura anche quanto poco queste esperienze raggiungano i canali formali: tra chi aveva subito violenza fisica nell’ultimo anno, aveva presentato una segnalazione formale il 10% delle donne e il 17% degli uomini. Per la violenza sessuale le quote scendevano rispettivamente al 5% e al 3%, lasciando fuori dai registri amministrativi gran parte degli episodi raccolti dai questionari.
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