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ASUS ROG XREAL R1, la recensione: gli occhiali gaming AR che funzionano meglio di quanto pensiate
ASUS ROG e XREAL uniscono le forze per portare sul mercato un prodotto che punta dritto a un obiettivo preciso: essere i primi occhiali AR da gaming con pannello micro-OLED a 240Hz, una frequenza di aggiornamento fino a oggi riservata ai monitor da gaming più aggressivi. Il ROG XREAL R1 nasce per integrarsi nell'ecosistema ROG, in particolare con la console portatile ROG Ally, ma funziona anche come periferica plug-and-play con PC e smartphone. Lo abbiamo indossato per capire se le specifiche sulla carta, davvero notevoli, reggono nell'uso quotidiano.
Nella confezione del ROG XREAL R1 si trovano gli occhiali, una custodia rigida per il trasporto, il cavo USB-C da 1,2 metri, una montatura removibile per lenti da vista (da far personalizzare da un ottico con le proprie diottrie), tre misure di naselli intercambiabili, un panno per la pulizia, la guida rapida e il certificato di garanzia. Completa la dotazione il ROG Control Dock, incluso nella confezione e non venduto separatamente, pensato per collegare gli occhiali a PC, console e altre sorgenti dotate di HDMI o DisplayPort.
Una dotazione completa, che copre sia l'uso in mobilità con la sola coppia di occhiali sia configurazioni più stanziali grazie al Dock.
C'è però un dettaglio da segnalare: durante l'uso prolungato, gli occhiali tendono a scaldarsi leggermente, non tanto sulle stanghette quanto sulla parte frontale, dove sono alloggiati i pannelli. Non si tratta di un calore fastidioso, ma è comunque percepibile.
Le stanghette offrono 3 livelli di regolazione dell'inclinazione verticale, utili per chi vuole spostare l'immagine più in alto o più in basso nel campo visivo a seconda della posizione in cui si gioca o si guarda un contenuto, ad esempio da sdraiati.
Sul finale della stanghetta sinistra c'è la porta USB-C a cui si collega il cavo in dotazione, pensato appositamente per continuare la forma della stanghetta stessa. Sulla stanghetta destra invece si trovano i controlli manuali: un bilanciere, utile non solo per il volume ma anche per navigare tra i menu contestuali degli occhiali, e due pulsanti, uno sopra e uno sotto. La prima volta che si indossano gli occhiali, un tutorial guidato spiega dove si trovano questi comandi e come usarli. Sempre sulle stanghette si notano le fessure che ospitano gli speaker Bose.
Il cuore dei ROG XREAL R1 sono due pannelli micro-OLED Sony da 0,55 pollici, uno per occhio, capaci di proiettare uno schermo virtuale che arriva fino a 171 pollici, calcolato a una distanza visiva di 4 metri. In modalità nativa gli occhiali lavorano a 120Hz, ma attivando il Frame Rate Boost si sale fino a 240Hz, una frequenza pensata per titoli particolarmente frenetici come sparatutto in prima persona o giochi di guida.
Il produttore stesso avvisa che, a 240Hz, gli algoritmi di elaborazione dell'immagine possono causare una leggera perdita di nitidezza nel testo, un compromesso di cui tenere conto a seconda dell'uso.
Il tracking spaziale è affidato al chip XREAL X1, che gestisce nativamente il 3DoF (tre gradi di libertà) senza bisogno di software esterno. Da qui derivano le due modalità di visualizzazione: Anchor Mode, che blocca lo schermo virtuale in un punto fisso dello spazio, e Follow Mode, che lo fa seguire ogni movimento della testa. La differenza tra le due si sente parecchio nell'uso reale: la Follow Mode segue ogni minimo spostamento, e stargli dietro non è affatto semplice, con il rischio concreto di andare incontro a un fastidio simile alla chinetosi, lo stesso che si può provare con alcuni visori per la realtà virtuale. L'Anchor Mode, al contrario, risulta decisamente più gestibile e naturale da usare per lunghe sessioni.
Le lenti elettrocromiche offrono 3 livelli di oscuramento manuale, oltre alla funzione Auto Transparency, disponibile solo in Anchor Mode, che schiarisce automaticamente le lenti quando si distoglie lo sguardo dallo schermo per poi oscurarle nuovamente quando si torna a fissarlo.