// TOM'S HARDWARE ITALIA — SALUTE
Nicole Saphier difende i vaccini: si smarca davvero da Trump?
Nicole Saphier, candidata di Donald Trump alla carica di surgeon general degli Stati Uniti, ha difeso i vaccini contro morbillo, parotite, rosolia ed epatite B durante l’audizione di conferma al Senato. Le sue risposte prendono le distanze dalle posizioni del presidente e del segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., mentre il Paese affronta un’epidemia di morbillo con quattro decessi collegati.
Radiologa e volto televisivo, Saphier è la terza persona proposta per l’incarico dall’inizio della seconda amministrazione Trump. La sua candidatura, annunciata in aprile, ha sostituito quella dell’influencer del benessere Casey Means, contestata da parlamentari di entrambi gli schieramenti per le sue posizioni sui vaccini e sulla medicina alternativa. L’audizione si è svolta davanti alla commissione del Senato competente per salute, istruzione, lavoro e pensioni.
Interrogata sul presunto rapporto tra vaccini e autismo, Saphier ha dichiarato di non conoscere le cause dell’autismo e di non aver visto prove scientifiche attendibili a sostegno di un nesso causale con le vaccinazioni. Alla domanda sull’affermazione di Trump secondo cui il vaccino MPR potrebbe essere letale, lo ha descritto come il migliore strumento disponibile per combattere il morbillo.
Il contesto epidemiologico è segnato dai numeri dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC): all’11 settembre, negli Stati Uniti erano stati confermati quasi 3.300 casi di morbillo dall’inizio del 2026. Sono oltre mille in più rispetto a quelli registrati nell’intero 2025. I quattro decessi associati all’epidemia rappresentano il bilancio più alto dal 1992.
Saphier ha inoltre sostenuto la vaccinazione universale contro l’epatite B alla nascita, una raccomandazione di lunga data dei CDC che Kennedy e altri vertici sanitari dell’amministrazione hanno cercato di eliminare. La candidata ha collegato questa protezione alla prevenzione dei tumori del fegato associati all’infezione, definendo il vaccino uno degli strumenti più concreti a disposizione per prevenire alcune forme di cancro.
La candidatura continua però a ricevere critiche da organizzazioni impegnate nella sanità pubblica. Julie Scofield, del comitato di coordinamento di Defend Public Health, ha contestato a Saphier la mancanza di esperienza nel settore e l’enfasi sulla responsabilità personale. Secondo Scofield, questa impostazione trascura il peso dei fattori che influenzano la salute senza essere sotto il controllo del singolo individuo.
Durante l’audizione Saphier ha indicato l’informazione sulla prevenzione come una priorità qualora venisse confermata. Ha sostenuto che piccoli cambiamenti nello stile di vita possono ridurre il rischio di ammalarsi, senza richiedere di diventare esperti di nutrizione o di frequentare ogni giorno una palestra. Il suo programma di comunicazione sanitaria punta quindi anche sulle abitudini individuali.
La Casa Bianca, attraverso il portavoce Kush Desai, ha ribadito il sostegno alla candidata. Desai ha richiamato il suo lavoro come radiologa al Memorial Sloan Kettering e l’impegno nella prevenzione del tumore al seno, presentandola come una sostenitrice dell’agenda sanitaria presidenziale. Nella stessa audizione sono intervenuti anche Chris Klomp, candidato a vice segretario alla Salute, e Timothy Westlake, proposto alla guida dell’agenzia federale per le dipendenze e la salute mentale.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google