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Perché alcuni aerei di Microsoft Flight Simulator costano così tanto?
La domanda torna a ogni annuncio di un nuovo velivolo: perché gli aerei aggiuntivi di Microsoft Flight Simulator costano così tanto? Il caso più recente è emblematico: l'Airbus A380 realizzato da iniBuilds è arrivato il 15 settembre 2026 sul Marketplace del simulatore a 74,49 dollari (70,09 sterline), cifra che supera il prezzo dell'edizione standard del gioco su cui l'add-on gira. La risposta breve è che non si tratta di un contenuto cosmetico, ma di un software specialistico venduto a un pubblico ristretto, con costi di licenza e mesi o anni di sviluppo alle spalle.
Per capire da dove nasca quella cifra bisogna guardare a tre voci distinte: ciò che i produttori aeronautici concedono (e fanno pagare) in termini di marchi, documentazione e dati tecnici; il lavoro di figure professionali molto diverse fra loro, dai modellatori 3D ai programmatori di avionica; e il bacino di acquirenti su cui spalmare tutto questo, incomparabilmente più piccolo di quello di un titolo mainstream.
L'A380 di iniBuilds fa parte della cosiddetta "Exclusive Series" e per i primi tre mesi resta acquistabile soltanto nel Marketplace interno al simulatore, su PC, Xbox Series X|S e PS5. Al lancio include due livree, la casa del produttore e una bianca, con altre promesse in seguito.
Il contenuto tecnico è la vera giustificazione del listino: modellazione completa della cabina di pilotaggio con comandi, display e sistemi interattivi, simulazione approfondita di gestione del volo, navigazione, pilotaggio automatico e monitoraggio dell'aeromobile. Sono riprodotte come varianti separate le due motorizzazioni dell'aereo reale, con avviamento, risposta e suono differenti, e si può passare fra configurazioni di matricola più antiche e più moderne, che cambiano il comportamento del sistema di gestione del volo.
A questo si aggiunge un modello di volo scritto specificamente per un velivolo con massa e inerzia enormi, e dettagli che sfiorano il feticismo, come la stampante di cabina funzionante. In pratica, il prodotto non punta a chi vuole un aereo in più nella schermata di selezione, ma a chi intende eseguire la procedura di un lungo raggio dall'accensione allo spegnimento.
Sul fronte delle licenze conviene sfatare un'idea diffusa. Gli sviluppatori possono pagare per l'uso del marchio, per la documentazione tecnica, per la consulenza di piloti di linea, per le registrazioni audio o per l'accesso fisico a un esemplare, ma l'entità di questi accordi varia molto da progetto a progetto e da costruttore a costruttore. È una voce che incide, ma chiaramente non è l'intera spiegazione del prezzo.
Il paragone con il mondo professionale aiuta a dare la misura del problema. Nei simulatori certificati di livello D, quelli con cabina replicata e movimento su sei assi usati per l'addestramento, una delle quote più rilevanti del costo iniziale è proprio quella delle royalty pagate ai costruttori, che detengono i dati proprietari necessari a riprodurre motori, idraulica e avionica in modo accurato. Il mercato consumer lavora su scala ridotta, però attinge allo stesso tipo di proprietà intellettuale.
Va detto anche il contrario: un prodotto licenziato non è automaticamente più accurato. L'accordo può riguardare soltanto branding e accesso alle informazioni, senza garantire nulla sulla dinamica di volo o sulla profondità dei sistemi. Il valore, quindi, sta altrove.
Un airliner ad alta fedeltà non è un modello 3D con qualche animazione. Servono artisti, programmatori, specialisti di dinamica del volo, tecnici del suono, consulenti aeronautici e personale di supporto; nei team più piccoli una sola persona copre più ruoli, il che allunga i tempi anziché ridurre i costi. La parte più onerosa è la riproduzione di sistemi interconnessi, dove un guasto elettrico deve propagarsi coerentemente su idraulica, display e comandi.
A questo si somma il supporto post-lancio: aggiornamenti del database di navigazione, compatibilità con le nuove versioni della piattaforma, correzioni segna