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Resident Evil è il miglior film di un videogioco di sempre? Ecco cosa dice la critica
Il nuovo Resident Evil diretto da Zach Cregger arriva nelle sale il 17 settembre, e lo fa con un punteggio che nessun adattamento videoludico aveva mai raggiunto: il 97% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, con oltre novanta giudizi conteggiati. Il film, prodotto da Columbia Pictures con Constantin Film e PlayStation Productions su un budget di circa 80 milioni di dollari, racconta una storia originale ambientata durante l'epidemia di Raccoon City, con Austin Abrams nei panni di Bryan, un corriere medico travolto dal caos. Diverse testate lo hanno definito il miglior film mai tratto da un videogioco, mentre su Metacritic si ferma a 80, anche qui il massimo per il genere.
Il confronto con il passato spiega perché la notizia abbia tanto peso. La saga cinematografica nasce infatti nel 2002 con il film di Paul W.S. Anderson interpretato da Milla Jovovich, che si fermò al 36% su Rotten Tomatoes: era l'inizio di una serie di sei capitoli, chiusa nel 2016, in cui la critica non trovò quasi mai nulla da salvare. Apocalypse si fermò al 18%, Extinction al 24%, Afterlife al 21%, Retribution al 28% e The Final Chapter al 39%, che fino a ieri restava il punteggio più alto del franchise in live action.
Il pubblico, però, ha reagito in modo opposto: i sei film con Jovovich hanno incassato circa 1,229 miliardi di dollari, su un totale di circa 1,271 miliardi raccolti dall'intera saga. Proprio quel successo commerciale ha tenuto in piedi una formula sempre più lontana dal survival horror di Capcom, tutta costruita su azione, cloni e coreografie marziali.
Il tentativo di tornare alle origini è arrivato nel 2021 con Resident Evil: Welcome to Raccoon City di Johannes Roberts, fedele ai primi due giochi ma accolto con un 30% di giudizi positivi e appena 42 milioni di incasso a fronte di 25 di budget. Ancora peggio è andata alla serie live action di Netflix, cancellata nel 2022 dopo una sola stagione stroncata da critica e fan. Meglio, ma in una nicchia, i film d'animazione in CG come Degeneration, Damnation e Death Island, pensati per il pubblico più affezionato.
Cregger, già regista di Barbarian e Weapons, ha scelto una strada opposta a quella dei predecessori: nessun personaggio storico, né Leon Kennedy né Jill Valentine, e un impianto che alterna orrore e umorismo nero. L'Hollywood Reporter parla di una serie "completamente ringiovanita", mentre GamesRadar+ lo indica come il miglior film tratto da un videogioco in assoluto. Le stime di Deadline parlano di un'apertura tra 40 e 50 milioni di dollari in Nord America e di circa 80 milioni nel mondo: se i numeri saranno confermati, Sony avrà motivi concreti per costruire un nuovo filone attorno al marchio. E voi andrete a vederlo?
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