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Fotocamera iPhone 18 Pro, l’arma segreta è la libertà
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La fotocamera è uno dei punti centrali del rinnovamento di iPhone 18 Pro e, come accade ormai da molti anni, Austin Mann ha portato il nuovo modello sul campo per capire quanto le novità introdotte da Apple cambino davvero il modo di fotografare. Questa volta lo ha provato per una settimana al Dunton River Camp, in Colorado.
Molte delle sue osservazioni si incrociano con quelle di Tyler Stalman: entrambi apprezzano il nuovo diaframma variabile, la possibilità di lavorare con tempi più lunghi e il tele 4x. Mann sposta però ancora di più l’attenzione su un altro aspetto: iPhone 18 Pro lascia finalmente al fotografo una libertà che prima l’app Fotocamera concedeva solo in parte.
Il salto, nella sua lettura, non dipende tanto da sensori completamente nuovi quanto dall’arrivo di controlli che permettono di decidere prima dello scatto come dovrà essere l’immagine: apertura, tempo, fuoco manuale, focus peaking, esposizione e nuovi Photographic Styles.
La fotocamera principale offre quattro aperture: f/1.48, f/1.8, f/2.8 e f/4. Il diaframma variabile di iPhone 18 Pro permette di intervenire realmente sulla quantità di luce e sulla profondità di campo, senza limitarsi a simulare l’effetto via software.
Mann apprezza soprattutto la possibilità di usare le diverse aperture in funzione della scena. A f/1.48 entra più luce e aumenta la separazione tra soggetto e sfondo; chiudendo il diaframma, invece, diventa possibile allungare i tempi oppure ottenere starburst reali, prodotti dalle lamelle.
Curiosamente, Mann preferisce spesso l’effetto ottenuto a f/1.8 rispetto a quello più marcato di f/2.8 o f/4. Giudica molto bene anche la modalità Auto e consiglia di lasciarla attiva nella maggior parte delle situazioni, intervenendo manualmente soprattutto quando si vuole controllare profondità di campo, motion blur o starburst.
Per Mann una delle novità più importanti è l’arrivo nell’app Fotocamera di messa a fuoco manuale, focus peaking, tempi di scatto, apertura e compensazione dell’esposizione. Il focus peaking e i nuovi controlli manuali portano così nell’app nativa strumenti per i quali prima era spesso necessario ricorrere ad applicazioni di terze parti.
Mann apprezza in particolare la possibilità di separare fuoco ed esposizione. Durante il test, fotografando attraverso una finestra, l’autofocus continuava ad agganciarsi al vetro. Con la messa a fuoco manuale ha potuto scegliere direttamente la riflessione delle montagne.
È un esempio semplice ma significativo: il controllo manuale non serve solo a chi ama regolare ogni parametro, ma può rendere possibile una fotografia che l’automatismo altrimenti non riuscirebbe a interpretare.