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I metal detector nelle scuole, decine di armi sequestrate
Decine di coltelli, tirapugni, sfollagente e anche machete. E' "l'arsenale" sequestrato da febbraio a maggio di quest'anno in 276 scuole su tutto il territorio nazionale durante i controlli svolti in applicazione della circolare Piantedosi-Valditara sui monitoraggi con il metal detector negli istituti. La circolare è stata approvata nel gennaio scorso ed è finalizzata al contrasto dell'utilizzo di coltelli tra i giovani. Un provvedimento deciso dopo la morte di uno studente nell'Istituto Einaudi alla Spezia.
I controlli possono essere adottati su richiesta dei dirigenti scolastici nell'ambito di interlocuzioni con prefetture e questure che vengono rese sistematiche. "Laddove la comunità scolastica abbia chiesto l'intervento del Prefetto, la risposta è stata immediata ed efficace anche grazie al lavoro delle forze dell'ordine - spiega il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara -. Ora che si scopre che il 70% dei giovani è favorevole a controlli di questo tipo si chieda piuttosto a quelle forze politiche che hanno contestato la misura come repressiva che cosa non si dovrebbe reprimere: il diritto di portare coltelli a scuola?". Nei giorni scorsi il prefetto di Napoli, Michele di Bari, in concomitanza con l'avvio dell'anno scolastico, ha disposto controlli con metal detector mobili agli accessi delle scuole con l'utilizzo anche di unità cinofile contro lo spaccio di sostanze stupefacenti.
Nella circolare interministeriale si afferma che "la scuola è il luogo dove si insegnano la cultura del rispetto e il contrasto di ogni forma di violenza" e "la sicurezza è la condizione della autentica libertà". Nella direttiva congiunta si ricordava "che le attività di presidio del territorio, di vigilanza e di intervento tempestivo costituiscono una condizione necessaria per contrastare fenomeni illeciti e affermare in modo concreto la presenza dello Stato" e "per risultare pienamente efficaci, devono essere accompagnate dal rafforzamento della capacità di prevenzione, attraverso la definizione di metodi condivisi per la gestione delle segnalazioni, la tempestiva attivazione delle forze di polizia e il coinvolgimento dei servizi competenti nei casi di fragilità o disagio giovanile". Secondo un sondaggio di Skuola.net, il 28% dei ragazzi si dichiara molto favorevole ai metal detector considerando l'incolumità fisica una priorità assoluta, mentre un ulteriore 40% ritiene la misura un valido deterrente, ma da applicarsi solo nei contesti più a rischio. Solo una minoranza si dichiara contraria, perché si tratterebbe di una misura repressiva che non risolverebbe i problemi (16%) o addirittura potrebbe peggiorarli (16%).