// PUNTO INFORMATICO — CRONACA
Raccolta dati sulla posizione: multa di 403 milioni a Google
La Data Protection Commission (DPC) dell’Irlanda ha inflitto una sanzione di 403 milioni di euro a Google per la raccolta illegale dei dati sulla posizione attraverso tre funzionalità dell’account. Si tratta del risultato dell’indagine avviata dall’autorità oltre sei anni fa, dopo aver ricevuto una denuncia da 8 organizzazioni che difendono i diritti dei consumatori. L’azienda di Mountain View ha dichiarato che i tool sono stati aggiornati per consentire un maggiore controllo agli utenti.
La denuncia era stata presentata a fine novembre 2018 dalle associazioni dei consumatori di Norvegia, Olanda, Grecia, Repubblica Ceca, Slovenia, Polonia, Svezia e Danimarca, iscritte alla European Consumer Organisation (BEUC), sulla base di una ricerca pubblicata dai norvegesi del Forbrukerrådet (Norwegian Consumer Council) che evidenziava le pratiche ingannevoli di Google.
La DPC dell’Irlanda ha quindi avviato l’indagine a febbraio 2020 per esaminare le modalità di raccolta dei dati sulla posizione attraverso tre funzionalità dell’account Google: Web & App Activity (Attività web e app), Location History (Cronologia della posizione) e Location Accuracy (Precisione della posizione).
Utilizzando il tracciamento della posizione, Google avrebbe ottenuto informazioni sensibili, come convinzioni religiose, orientamento politico, condizioni di salute e orientamento sessuale. Questi dati sarebbero stati sfruttati per creare un profilo dell’utente e mostrare inserzioni personalizzate. L’azienda californiana avrebbe usato un design ingannevole e fornito informazioni poco chiare sulle tre funzionalità.
Al termine dell’indagine, la DPC ha accertato la violazione del GDPR (Regolamento generale sulla protezione dei dati) con quattro attività:
L’autorità irlandese ha pertanto inflitto a Google una sanzione di 403 milioni di euro e ordinato di apportare modifiche per rispettare la legge entro sei mesi.
Un portavoce dell’azienda di Mountain View ha dichiarato che il caso riguarda vecchie impostazioni che sono state già aggiornate. Dal 2019 sono disponibili tool migliori che semplificano la gestione dei dati di localizzazione. BEUC ha ovviamente festeggiato la decisione, ricordando però che è arrivata dopo quasi 8 anni e che nel 2022 è stata presentata un’altra denuncia per l’uso di un design ingannevole.