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Usi Chrome su Mac? Un nuovo bug può rallentare pesantemente le estensioni
Da metà settembre gli utenti di Google Chrome su macOS segnalano tempi di apertura anomali per i popup delle estensioni, con attese che in alcuni casi arrivano a 60 secondi contro i pochi istanti abituali. La segnalazione è stata raccolta in un thread dell'issue tracker di Chromium e rilanciata dal sito PiunikaWeb, che ha verificato come il difetto riguardi le versioni recenti del browser per i computer Apple e non quelle per Windows o per i dispositivi mobili. Google ha confermato pubblicamente di essere al lavoro sul problema attraverso una risposta sulla propria pagina di supporto della community.
Le estensioni più colpite sono quelle dei gestori di credenziali, in particolare 1Password e Bitwarden: l'utente clicca sull'icona nella barra degli strumenti per compilare automaticamente i campi di login e la finestra resta vuota, oppure non compare affatto. Il fenomeno non è però sistematico e alcune segnalazioni indicano rallentamenti anche con estensioni di altro tipo. Le discussioni sui forum di assistenza citano configurazioni con macOS 26 Tahoe e Chrome 152 su Mac con chip Apple Silicon.
La causa indicata dagli utenti, non ancora confermata ufficialmente, riguarda la gestione delle priorità dei processi: Chrome classificherebbe l'apertura del popup come attività secondaria in background. Poiché macOS limita le risorse dei processi in background per risparmiare batteria, la finestra resta in attesa fino a quando il browser non corregge la valutazione. Il supporto di 1Password ha parlato di un problema noto di Chrome che può far allungare in modo sensibile l'apertura dei popup, invitando gli utenti a verificare se il rallentamento riguardi anche altre estensioni.
Dal canto suo, il team di Google ha spiegato di trattare l'indagine come prioritaria e di valutare tutte le opzioni, compresa l'estensione della distribuzione di un esperimento già in corso. Nel frattempo alcuni utenti hanno risolto attivando il flag PMLoadingPageVoter dalla pagina chrome://flags, una strada che resta comunque sconsigliata a chi non ha dimestichezza con le funzioni sperimentali, perché può introdurre instabilità.
L'impatto è ampio proprio per il peso del browser: secondo StatCounter, a luglio 2026 Chrome deteneva circa il 68% del mercato globale su tutte le piattaforme, davanti a Safari (16,5%) ed Edge (5,4%), e sfiorava il 71% sul solo desktop. La quota si spiega con l'installazione predefinita sulla maggior parte degli smartphone Android, con la promozione attraverso i servizi Google più usati, con la sincronizzazione di password, cronologia e schede tra dispositivi e con un catalogo di oltre 250.000 estensioni. A ciò si aggiunge il motore Blink, che gli sviluppatori usano come riferimento principale nei test.
La correzione è attesa a breve e dovrebbe arrivare tramite aggiornamento automatico. Chi non vuole attendere può usare temporaneamente le scorciatoie da tastiera dei gestori di password, o un browser alternativo.
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