// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Disney userà l'AI per progettare nuove attrazioni
Disney userà Adobe Firefly Foundry per accelerare la progettazione delle prossime attrazioni dei suoi parchi, con un sistema di intelligenza artificiale generativa personalizzato sui propri franchise. L’accordo riguarda Walt Disney Imagineering Research & Development e punta a comprimere alcune fasi creative senza eliminare il controllo umano, soprattutto nel passaggio da bozzetti iniziali a concept visuali più strutturati.
Il cuore della collaborazione è una versione su misura di Firefly Foundry, pensata per lavorare sugli IP Disney e non come modello generico. Tra i primi flussi previsti c’è un modello sketch-to-image, capace di trasformare schizzi realizzati a mano in concept art 2D renderizzata, utile per esplorare rapidamente direzioni visive diverse durante la fase di ideazione.
Adobe svilupperà anche un modello immagine addestrato sugli asset Disney, con l’obiettivo di generare contenuti coerenti con franchise come Mickey & Friends, Frozen, Moana, Lilo & Stitch e Cars. La promessa è mantenere una resa fedele al linguaggio visivo dei personaggi e dei mondi narrativi, un punto delicato per una società che basa gran parte del proprio valore sulla protezione e sulla riconoscibilità della proprietà intellettuale.
Il terzo tassello riguarda la modellazione 3D: i render 2D potranno essere convertiti in prototipi più dettagliati, utili per pianificare costruzioni e coordinare il lavoro con i team di ingegneria. In questo senso la collaborazione si inserisce nel tema più ampio della dipendenza da piattaforme creative e tecnologiche, già emerso anche quando il fornitore diventa infrastruttura: qui il software non supporta solo la produzione, ma entra nella fase in cui si decide cosa verrà costruito.
Walt Disney Imagineering è da tempo utente degli strumenti Adobe Creative Cloud e aveva già adottato le prime soluzioni Firefly. La società sostiene di voler mantenere al centro il lavoro degli artisti e degli Imagineer, usando la generative AI per ridurre attività ripetitive, velocizzare iterazioni e testare più idee, lasciando però alle persone la responsabilità creativa e narrativa.
Per Adobe, il progetto è una dimostrazione concreta della strategia Foundry: non vendere soltanto strumenti AI standardizzati, ma costruire modelli personalizzati per grandi aziende con librerie creative, linee guida di brand e vincoli legali complessi. La parola chiave è AI responsabile, soprattutto in un settore in cui l’uso dei dati di addestramento e la tutela del copyright sono sotto forte osservazione.
Il contesto rende l’operazione ancora più sensibile. Disney è coinvolta in cause legate alla proprietà intellettuale contro società di generazione immagini e video, accusate di aver sfruttato opere protette senza autorizzazione. L’adozione di una piattaforma addestrata su contenuti proprietari serve quindi anche a mostrare un percorso alternativo: usare l’AI per la produzione creativa, ma dentro confini più controllati.