// TOM'S HARDWARE ITALIA — HARDWARE & GADGET
Google Pixel 11 Pro vs Pixel 10 Pro: quale scegliere?
Google Pixel 11 Pro parte da 256 GB e aggiorna processore, zoom massimo e ricarica, ma mantiene il formato compatto e lo schermo Super Actua da 6,3 pollici del Pixel 10 Pro. A separare i due ci sono circa 400 euro: il nuovo interessa soprattutto chi riempie la memoria e usa applicazioni impegnative, mentre il precedente è la scelta più sensata per chi cerca quel formato senza spendere circa 1.200 euro.
Il confronto per chi compra in Italia al 23 settembre 2026 parte da due prodotti acquistabili: Pixel 11 Pro è in vendita dal 20 agosto, mentre Pixel 10 Pro resta a listino a circa 800 euro. La differenza più immediata è la memoria raddoppiata nella configurazione iniziale: 256 GB contro 128 GB. È spazio utilizzabile per applicazioni, fotografie e contenuti offline, senza dover passare subito a un taglio superiore.
Questi prezzi descrivono la soglia di accesso alle due generazioni, non un confronto a parità di capacità. I 256 GB del nuovo vanno quindi considerati parte della differenza: attribuire tutti i 400 euro al processore o alla fotocamera darebbe una lettura incompleta.
Entrambi mantengono il formato Pro compatto, il display Super Actua da 6,3 pollici e tre fotocamere posteriori. Passare al nuovo non significa ottenere una superficie di visualizzazione più ampia: per leggere, consultare mappe o guardare video, la diagonale resta quella del precedente.
Anche la presenza della tripla fotocamera va interpretata correttamente. Il numero dei moduli rimane invariato, ma da questo dato non discende che sensori, elaborazione e risultati siano identici. Allo stesso modo, la diagonale comune non basta a stabilire la compatibilità di cover e protezioni: un accessorio già in casa va verificato sul modello esatto. Il formato resta familiare, senza che ciò autorizzi a trattare i due telefoni come intercambiabili in ogni dettaglio.
Tensor G6 sostituisce Tensor G5 con una CPU fino al 25% più rapida. La precisazione “fino al” conta: è un incremento massimo dichiarato, non una riduzione garantita dei tempi in qualsiasi applicazione. Le operazioni che impegnano il processore sono quelle per cui il dato è pertinente; messaggistica, lettura e navigazione non diventano automaticamente più veloci della stessa percentuale.
Pixel 11 Pro arriva inoltre fino al 70% di carica cablata in circa 30 minuti. È un riferimento utile per chi collega il telefono durante una pausa breve, ma non equivale al tempo necessario per una ricarica completa. Il risultato dipende anche dalle condizioni di ricarica e dall'alimentatore: non va dato per scontato con qualsiasi caricatore già disponibile.
La velocità della CPU e quella di ricarica, però, non quantificano l'autonomia lontano dalla presa. Non c'è una misura comparabile, nei dati di questo confronto, che permetta di assegnare al nuovo un vantaggio in ore. Nell'uso quotidiano conta anche il software: sulla famiglia Pixel 11, la ricerca integrata di email, foto e file permette di interrogare i contenuti dell'account dal cassetto delle applicazioni. È una funzione distinta dall'aumento di prestazioni del chip.
Il limite dello Zoom Pro sale a 120x contro 100x: il valore massimo cresce del 20%. È un'estensione dell'intervallo disponibile, non la dimostrazione di un miglioramento del 20% nella qualità fotografica. Non va nemmeno confusa con un equivalente aumento dello zoom ottico.
Il cambiamento riguarda soprattutto chi cerca inquadrature molto strette di soggetti lontani e raggiunge già spesso il limite del precedente. Per fotografie di persone, interni o paesaggi scattate senza spingersi a quegli ingrandimenti, il numero 120x non dimostra da solo un beneficio. La domanda concreta è quante delle proprie fotografie richiedano davvero di superare 100x: se la risposta è nessuna, questo delta pesa poco nella decisione.