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QuEra vuole portare i qubit logici sul cloud entro il 2028
QuEra ha pubblicato la propria roadmap per costruire computer quantistici con migliaia di qubit corretti dagli errori, puntando a una prima macchina utile sul cloud e a un salto ancora più ambizioso subito dopo. Il piano è significativo perché abbandona la fase dei sistemi NISQ, cioè macchine rumorose e sperimentali, per concentrarsi su qubit logici pensati per eseguire calcoli più lunghi e affidabili.
La società ha scelto di non vendere più sistemi NISQ. I due sistemi resi disponibili finora offrivano circa 250 qubit hardware, sufficienti per testare alcuni codici di correzione, ma non abbastanza stabili per usare qubit logici in applicazioni pratiche. La nuova direzione punta quindi a macchine meno immediate da commercializzare, ma teoricamente più vicine a un uso reale.
Il primo sistema previsto per Amazon sarà molto diverso: oltre 10.000 qubit fisici dovrebbero essere usati per ottenere 256 qubit logici. Con la correzione attiva, QuEra promette operazioni prive di errore al 99,9999%, un livello che secondo l'azienda permetterebbe di completare milioni di operazioni senza perdere il risultato per strada.
Il passo successivo è ancora più aggressivo: una macchina con il doppio dei qubit hardware e oltre 1.000 qubit logici. La stessa discussione si inserisce nel contesto più ampio del calcolo quantistico, già acceso dai dubbi sul qubit di Microsoft, dove la differenza tra promessa di laboratorio e validazione indipendente resta decisiva.
L'approccio tecnico di QuEra usa atomi neutri intrappolati in una griglia tramite laser. In teoria, aumentare il numero di qubit significa soprattutto aumentare la capacità laser; i laboratori accademici da cui nasce la tecnologia hanno già dimostrato un sistema da 3.000 qubit e anche la possibilità di rimpiazzare gli atomi persi durante le operazioni, un requisito fondamentale per mantenere stabile la macchina.
La parte più delicata riguarda però gli errori dei qubit fisici. Nel sistema previsto per il 2028, QuEra userà un codice che richiede 40 qubit hardware per creare un qubit logico. L'anno successivo l'obiettivo è scendere a 20 qubit fisici per qubit logico, migliorando al tempo stesso la resistenza agli errori fino a valori molto più spinti.
Qui il piano diventa difficile da valutare dall'esterno. QuEra indica sfide classiche come elettronica di controllo, correzione degli errori in tempo reale e compilatori più semplici per gli utenti, ma non specifica quale riduzione del tasso d'errore hardware servirà davvero per raggiungere quei numeri. La roadmap è ambiziosa, ma il passaggio dalla promessa alla macchina utilizzabile dipenderà proprio da quel dettaglio.