// TOM'S HARDWARE ITALIA — MONDO
Nasce a Torino l'hub energetico da 55 milioni, dedicato a idrogeno e batterie
L'Istituto Italiano di Tecnologia e il Politecnico di Torino hanno inaugurato a Environment Park, a Torino, il nuovo hub per la transizione energetica finanziato con il PNRR: 5.000 metri quadri di laboratori dedicati a idrogeno, anidride carbonica, nuovi combustibili e accumulo energetico. L'investimento supera i 55 milioni di euro, di cui oltre 35 milioni arrivano dai fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e circa 20 milioni da partner privati.
CoSyET, una delle due infrastrutture dietro il nuovo hub, porta con sé dieci imprese partner tra cui Newcleo, Lamicolor, Hysytech, FEV Italia e G.D. del gruppo Coesia. È pensata apposta per le PMI della filiera energetica e industriale: mette a disposizione laboratori e impianti per sviluppare e validare tecnologie su idrogeno, CO2, accumulo e rinnovabili, con l'obiettivo dichiarato di portarle fino al trasferimento tecnologico verso il mercato.
L'altra metà del nuovo hub si chiama iENTRANCE, un progetto coordinato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche che collega sei nodi di ricerca sparsi sul territorio italiano. Il nodo torinese, ospitato proprio a Environment Park, ha ricevuto oltre 14 milioni di euro di fondi PNRR ed è a guida del Politecnico di Torino: qui si progettano e ingegnerizzano nuovi materiali e sistemi per l'energia, mentre l'altra sede torinese del progetto, al Campus INRiM, ne misura e certifica le proprietà con strumenti di massima precisione. iENTRANCE lavora sulla ricerca di base, CoSyET sul trasferimento verso le imprese ad alto livello di maturità tecnologica: la stessa fonte le descrive come complementari e in filiera, pensate perché un materiale o un sistema possa passare dal laboratorio di ricerca fondamentale a un impianto pilota pronto per il mercato senza cambiare ecosistema.
CoSyET, con un investimento complessivo di circa 40 milioni di euro, ospita cinque linee pilota che coprono idrogeno, anidride carbonica, accumulo energetico ed elettronica di potenza, con un livello di maturità tecnologica che arriva fino al sistema completo e qualificato. Il partenariato ha dato vita a una società consortile, CoSyET Scarl, guidata dall'IIT insieme a dieci partner industriali: Newcleo, Lamicolor, G.D. (gruppo Coesia), Microla Optoelectronics, Alutron, FEV Italia, Hysytech, Cemas Elettra, Asseltech e Mista. Il nucleo dei laboratori resta a Environment Park, ma la rete si estende anche a Caramagna Piemonte e Chivasso.
Il comunicato ufficiale descrive la missione di CoSyET in termini generali: sostenere le imprese, in particolare le PMI, nello sviluppo e nella validazione di tecnologie per la transizione energetica. Manca però un bando, uno sportello o una call pubblica attraverso cui un'azienda estranea al consorzio possa proporsi: chi ha già un rapporto diretto con una delle dieci imprese partner, o con il consorzio stesso, ha già un punto d'ingresso, chi legge la notizia da fuori Torino deve ancora scoprirlo.
Il Piemonte segue da tempo la stessa traiettoria su decarbonizzazione e filiere energetiche, di pari passo con le richieste europee del Green Deal e del pacchetto Fit for 55: le stesse PMI della regione hanno già visto altri canali di finanziamento dedicati alla sostenibilità, dai bandi digitale e green alle agevolazioni a fondo perduto per chi investe in sostenibilità, o alla fotonica su cui puntano già alcune PMI italiane. Un laboratorio come CoSyET colma un pezzo diverso della filiera: non un contributo a fondo perduto da richiedere una tantum, un impianto fisico dove una tecnologia può essere validata prima di arrivare sul mercato, un passaggio che riguarda da vicino anche filoni già seguiti da Tom's Hardware come il difetto nascosto dell'idrogeno verde e le prospettive delle auto a idrogeno.
Aggiungi Tom's Hardware alle tue fonti preferite su Google
L'indagine Confapi sul primo semestre 2026 mostra imprese che tengono senza accelerare, mentre il costo dell'energia resta il più alto fra i grandi Paesi europei.