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Arc Raiders cambia radicalmente con la nuova modalità, ma non è detto che rimanga
Embark Studios ha annunciato il che Arc Raiders ospiterà un test della tanto richiesta modalità PvE, in programma dal 13 al 20 ottobre su tutte le piattaforme. Per una settimana i giocatori potranno attivare un interruttore che li sposta tra lobby normali, dove gli altri Raider possono sparare, e lobby in cui il danno tra utenti è disattivato. L'obiettivo è capire se è possibile lasciare che una parte del pubblico si sganci del tutto dal confronto competitivo, senza rompere l'equilibrio del gioco.
Le regole del test sono precise: nelle partite senza PvP il bottino avrà un valore inferiore, perché il rischio corso è minore, mentre gli ARC prenderanno di mira i giocatori a terra per mantenere una certa pressione. Chi resta immobile, però, verrà ignorato dalle macchine ostili. Durante la settimana lo studio terrà sotto osservazione l'economia interna e i tempi di matchmaking, i due parametri che più facilmente possono saltare quando si spezza in due la popolazione.
Embark ha scelto un tono insolitamente prudente: "non è un test privo di rischi", ha spiegato il team, ricordando che la prima versione mai pubblicata del gioco era concepita proprio come esperienza cooperativa e che tornare su quella strada preoccupa gli sviluppatori. Il timore è che il PvE riduca la tensione su cui è costruito l'intero impianto, anche se lo studio ammette che "è possibile che non funzioni" e che la modalità potrebbe non arrivare mai in via definitiva. "Dopo il lancio il gioco diventa dei giocatori", ha aggiunto il team, che dice di non poter ignorare ciò che raccontano i dati.
Quei numeri, infatti, sono la vera ragione dell'esperimento: secondo Embark il 37% degli utenti gioca in modo amichevole e cooperativo, quota in crescita costante dal lancio, il 27% ha un comportamento misto e il 34% pratica PvP puro, gruppo rimasto stabile. Oltre il 70% dei giocatori pacifici e persino il 40% di quelli aggressivi vorrebbe meno scontri ostili, mentre il 51% del campione intervistato si è detto interessato a un'opzione PvE dedicata.
Il contesto aiuta a capire perché la scelta pesi tanto. Uscito il 30 ottobre 2025 su PC, PS5 e Xbox Series X|S, il titolo di Embark Studios ha superato i 16 milioni di copie e oltre 550 milioni di dollari di ricavi per Nexon, con un picco di 960.000 giocatori contemporanei a gennaio 2026 e circa sei milioni di utenti attivi settimanali. Il successo è nato da una formula ibrida più accessibile rispetto a Escape from Tarkov, da una produzione dai costi contenuti e soprattutto dalle interazioni impreviste tra sconosciuti, diventate materia virale su Twitch e YouTube.
Proprio quella socialità, però, ha generato una fetta di pubblico che il PvP lo subisce e basta. Se il test di ottobre reggerà sul piano economico e del matchmaking, l'extraction shooter potrebbe trasformarsi in due giochi paralleli; in caso contrario, Embark tornerà sui propri passi e la community dovrà accontentarsi degli eventi cooperativi temporanei.
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