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Il backlog della vergogna: tre giochi famosi che non ho mai giocato!
Essere videoludicamente onnisciente non è mai stato il mio obiettivo. Mi sono sempre voluto divertire con i videogiochi, giocando a quello che mi andava senza farmi troppi problemi su quanto potesse essere "raffinato" o utile a costruire un curriculum del giocatore immaginario.
Questo atteggiamento ha permeato la mia esperienza, soprattutto nei primi anni in cui ho approcciato al medium. Ed è per questo che, nella forbice che va dalla metà degli anni '90 ai primi anni zero, mi sono perso diverse "perle" dell'epoca, preferendo ad essere esperienze forse meno riuscite, ma che mi hanno appagato al 100%.
Il primo nome di questa lista della vergogna è Final Fantasy X, capolavoro dei JRPG uscito nel 2001 su PlayStation 2. Oltre ad essere annoverato tra i Final Fantasy migliori di sempre, fu il primo ad introdurre il doppiaggio vocale completo. Oltre 20 milioni di copie vendute dal suo lancio, che gli hanno permesso di raggiungere la vetta assoluta della saga in termini di popolarità. Peccato che, tra quei 20 milioni, non ci fossi io...
La seconda pietra miliare di quell'epoca che ho saltato a pié pari è quel capolavoro di The Legend of Zelda: Ocarina of Time. Il 1998 fu un anno fondamentale per l'industria anche per l'arrivo di questo videogioco, il primo con grafica 3D nella saga di Zelda ed uscito su Nintendo 64. Il lancio di Ocarina of Time rappresentò forse il primo grandissimo successo per la serie Nintendo, con numeri da blockbuster hollywoodiani ed innumerevoli recensioni da 10 e lode fra la critica ed il pubblico. Per raggiungere il milione di copie negli USA ci volle meno di una settimana, ed oggi è considerato ampiamente uno dei migliori giochi di ruolo di stampo giapponese, tanto che Nintendo ha deciso di riproporlo con un remake attesissimo in uscita nei prossimi mesi.
Infine, sempre in quel periodo, uno dei giochi che ho vergognosamente ignorato è Super Mario 64. Anche qui ci troviamo al cospetto di un titolo epocale, che ha ribaltato il paradigma dei platform dell'epoca con una grafica 3D semplicemente spettacolare. Così come per gli altri capolavori sopracitati, anche Mario 64 fu un successo strepitoso in termini di vendite, con 12 milioni di copie piazzate ed un impatto culturale che è echeggiato fino ai giorni nostri. Peccato che io, nonostante fossi un grandissimo fan dell'idraulico, non lo giocai mai, preferendo le esperienze classiche come i primi Mario per NES e SNES alla sua variante 3D.
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