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Tesla Roadster, nuovo teaser prima del debutto
Dal teaser al debutto del 1° ottobre: storia, incognite e prestazioni della Tesla Roadster di Elon Musk che punta a ridefinire il settore delle hypercar elettriche.
Un dettaglio luminoso largo quanto l’intera calandra e tre parole spazzate via in un fotogramma. “See you next week”. È bastato questo contenuto di pochissimi secondi per far salire di nuovo in alto la febbre attorno alla Tesla Roadster. Annunciata nel lontano 2017 e rimasta per quasi un decennio nell’incertezza, la seconda generazione della sportiva di Palo Alto, che raccoglie l’eredità dell’antenata prodotta dal 2008 al 2012, ha finalmente una data: il 1° ottobre.
L’appuntamento è fissato per le 20:30 del Texas (le 2:30 del mattino del 2 ottobre in Italia). La cornice sarà blindata. Zero giornalisti in sala, solo un ristretto gruppo di invitati in presenza. Scelta obbligata, ha scherzato Elon Musk, per dimostrare che ciò che passerà sullo schermo non è stato generato da un software.
Il contesto, del resto, è cambiato radicalmente. Oggi Tesla è una realtà ben diversa da quella di nove anni fa, e lo stesso Musk ha virato con decisione verso intelligenza artificiale, robotaxi e robotica umanoide. Proprio per questo, la nuova Roadster rischia di passare alla storia come l’ultima Tesla pensata per essere guidata da un essere umano con un volante tra le mani.
C’è grande curiosità attorno al design. Quando debuttò il primo prototipo, il linguaggio stilistico del marchio viaggiava sulle linee pulite e rotonde della Model 3. Poi è arrivato il Cybertruck e ha frantumato quei canoni.
I brevetti depositati a febbraio e le recenti immagini teaser lasciano intendere che anche la Roadster farà un passo verso forme più affilate e tese. I gruppi ottici anteriori, ridotti a una striscia sottilissima, tracciano un segno netto rispetto alla concept originaria.
A bordo dominerà la consueta filosofia minimalista: comandi fisici ridotti a zero, gestione di ogni parametro dal display centrale, compreso il cassetto portaoggetti, e un volante che dallo stravagante yoke del 2017 potrebbe evolvere verso una forma squadrata più gestibile. Resta l’incognita di un piccolo schermo dedicato alla strumentazione posizionato dietro al volante o subito sotto il parabrezza.
Nel 2017 le specifiche promesse suonavano quasi irreali:
A distanza di quasi dieci anni, la concorrenza ha accorciato le distanze o ha superato l’asticella. La Rimac Nevera R stacca lo 0-100 in 1,72 secondi e tocca i 412 km/h grazie ai suoi 2.107 CV. Dalla Cina, la BYD Yangwang U9 Track risponde con 3.018 CV e 472 km/h di massima. Senza contare progetti aggressivi come la Xiaomi SU7 Ultra, la Denza Z o la AMG GT Coupé 4.
Per riprendersi la scena, Musk ha estratto la solita carta fuori dagli schemi. Un pacchetto sviluppato insieme a SpaceX che sostituisce i divani posteriori con propulsori a gas freddo. Il risultato dichiarato? Uno 0-100 km/h da 1,1 secondi e la promessa speculativa di potersi persino staccare da terra per brevi tratti.