// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Trump ribattezza l’AI, negli USA diventa Super Intelligence
Detto, fatto. Donald Trump ha mantenuto la promessa formulata nelle scorse settimane e cambiato nome all’intelligenza artificiale, firmando un ordine esecutivo: d’ora in poi si chiamerà Super Intelligence, almeno nei documenti ufficiali delle istituzioni statunitensi. Il Presidente ha indicato anche l’acronimo da utilizzare, SI. Tutti gli altri continueranno a chiamarla AI, come sempre.
È una decisione solo all’apparenza banale, che potrebbe essere etichettata troppo velocemente come l’ennesimo vezzo dell’uomo più potente al mondo, ma che va interpretata guardando sotto la superficie formale del suo annuncio. Citiamo un suo passaggio specifico.
L’America è all’avanguardia di una nuova rivoluzione tecnologica nell’ambito dell’intelligenza.
Il riferimento non è esplicito, ma facilmente intuibile. La volontà di Trump è quella di ribadire la superiorità degli Stati Uniti nei confronti della Cina, unico vero competitor del settore. È lo stesso motivo per cui il tycoon non ha intenzione di rallentarne lo sviluppo, nonostante i rischi associati, per non consentire al colosso asiatico di recuperare lo svantaggio ed eventualmente di superare gli USA.
C’è poi un altro elemento da considerare, affrontando la questione dal punto di vista semantico. Insita nel termine stesso intelligenza artificiale c’è la distinzione dalla nostra, da quella umana, un’indicazione della sua natura sintetica. Questo non vale per Super Intelligence, che anzi eleva la tecnologia al di sopra di ciò che siamo soliti concepire come un processo dell’intelletto. L’automatismo non è più così da intendere come un supporto, un aiuto, ma viene innalzato al livello di entità superiore.
Proprio in questi giorni, Trump sta ricevendo le visite dei giganti dell’AI. Pardon, della SI. Nella serata di domenica toccherà a Dario Amodei di Anthropic, invitato a cena per discutere di un tema ormai di dominio pubblico. Il Presidente lo ascolterà, forse, per poi tirare dritto per la propria strada.