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L'Arabia Saudita prepara una gara per batterie da 12 GWh
SPPC ha prequalificato 27 sviluppatori per una gara dedicata a sistemi di accumulo su larga scala in Arabia Saudita. Il pacchetto riguarda sei progetti BESS distribuiti in diverse aree del Paese, con una capacità complessiva di 12 GWh: un passaggio concreto nella costruzione di una rete elettrica più adatta a integrare fonti rinnovabili non programmabili.
Ogni progetto avrà una potenza di 500 MW e una capacità di accumulo pari a 2.000 MWh. In termini pratici, non si tratta di batterie pensate per il backup locale o industriale, ma di infrastrutture di rete capaci di spostare grandi quantità di energia nel tempo, assorbendo produzione quando è abbondante e restituendola quando la domanda sale.
La gara rientra nel National Renewable Energy Programme, il programma con cui il Regno punta ad aumentare il peso delle rinnovabili nel proprio mix elettrico. L’accumulo diventa una componente essenziale quando solare ed eolico crescono rapidamente: senza batterie, la produzione variabile richiede più centrali di supporto, più curtailment e una gestione più rigida della rete.
I siti indicati coprono più regioni: Samha in Qassim, Al-Leeth, Ashyrah e Khulis nella regione della Mecca, Al-Henakiyah nella regione di Medina e Sadawi nella Provincia Orientale. La distribuzione geografica suggerisce un’impostazione da infrastruttura nazionale, non un singolo polo sperimentale concentrato in un’area già fortemente industrializzata.
Tra i soggetti qualificati compaiono nomi con profili molto diversi, da utility e sviluppatori energetici internazionali a società attive nella tecnologia delle batterie. Nell’elenco figurano ACWA Power, Masdar, EDF, Envision Energy, KEPCO, Marubeni, Sumitomo, TotalEnergies Renewables e Tesla Motors Netherlands, insieme a operatori cinesi, coreani, malesi, sauditi ed europei.
Il dato industriale più interessante è la convergenza fra infrastrutture energetiche, catene di fornitura delle batterie e grandi carichi digitali: mentre semiconduttori e software enterprise continuano ad attirare investimenti e competenze, reti elettriche più flessibili diventano un prerequisito anche per data center, impianti produttivi e poli tecnologici ad alta intensità energetica.
La fase di prequalifica non assegna ancora i contratti, ma restringe il campo agli offerenti ammessi alla competizione. Per l’Arabia Saudita, l’obiettivo è trasformare l’accumulo da voce accessoria dei progetti rinnovabili a elemento strutturale della rete, con impianti abbastanza grandi da incidere sulla stabilità del sistema elettrico e sulla pianificazione delle nuove capacità.
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