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Corruzione su appalti in sanità, chiesto il giudizio per 33 a Catanzaro
Il rinvio a giudizio di 35
persone fisiche e due società è stato chiesto dalla Procura
della Repubblica di Catanzaro nell'ambito di un'inchiesta,
condotta dalla Guardia di finanza, sul presunto condizionamento
di appalti e gestione della sanità in Calabria. L'udienza
preliminare davanti al Gup di Catanzaro è stata fissata per il
21 dicembre.
Al centro del procedimento ci sono nove gare d'appalto, per
un valore complessivo superiore ai 33 milioni di euro, bandite
dalla Stazione unica appaltante della Regione Calabria,
dall'Università Magna Graecia e dalle strutture ospedaliere di
Catanzaro. A vario titolo vengono contestati, tra gli altri, i
reati di corruzione, concussione, turbata libertà del
procedimento di scelta del contraente, turbata libertà degli
incanti, truffa aggravata ai danni dello Stato, falso
ideologico, abusiva introduzione in sistemi informatici ed
emissione di fatture per operazioni inesistenti.
Secondo l'ipotesi accusatoria, alcuni pubblici ufficiali
avrebbero stretto accordi con rappresentanti di aziende
fornitrici di beni e servizi sanitari per orientare l'esito
delle procedure attraverso la predisposizione di bandi e
capitolati ritenuti funzionali a favorire soggetti
predeterminati. L'inchiesta riguarda anche presunte irregolarità
in concorsi pubblici e nella ripartizione del fondo per gli
incentivi alle funzioni tecniche, oltre all'ipotizzata indebita
percezione dell'indennità di esclusività da parte di un
medico-docente universitario.
Nell'ambito delle indagini erano state disposte misure
cautelari personali nei confronti di 15 persone e un sequestro
preventivo d'urgenza per circa 530 mila euro. Nel procedimento
risultano persone offese lo Stato, l'Azienda ospedaliera
autonoma Mater Domini, l'Azienda ospedaliera Pugliese-Ciaccio e
l'Università Magna Graecia.
Corruzione su appalti in sanità, chiesto il giudizio per 33 a Catanzaro
CATANZARO,
02 ottobre 2026, 17:05
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