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La setta in val Susa, i tre indagati anche vittime del guru
Complici della setta ma anche, in
qualche modo, vittime delle manipolazioni del guru. Sono tre gli
indagati a piede libero nell'operazione dei carabinieri che ha
portato all'arresto di Bruno Malatesta, il sedicente 'maestro'
che ha costruito in una frazione di Almese, nella bassa Valle di
Susa, una sorta di comunità spirituale dove, secondo gli
inquirenti, sfogava i suoi "appetiti sessuali, di guadagno e di
dominio" sulle adepte.
Due donne, Paola e Chiara, 53 e 40 anni, e un uomo, Giulio,
58enne, l'unico "monaco" maschio del gruppo. Tutti consapevoli
di ciò che stava succedendo. Ma sono le stesse carte processuali
a suggerire, in diversi passaggi, che subissero i
condizionamenti di Malatesta. Il maestro, per esempio, sosteneva
di poter leggere nelle loro vite precedenti e così, annota il
gip, "ingenerava sensi di colpa e di paura". A Paola "fece
credere che il suo karma fosse legato all'omosessualità
maschile". A Giulio che un tempo era un guerriero "che per
vendetta stuprava le donne", aggiungendo che era questa
l'origine dei suoi problemi fisici.
Paola e Chiara sono indagate per concorso in riduzione in
schiavitù. Erano le collaboratrici più strette di Malatesta. Si
occupavano delle finanze e del reclutamento delle discepole.
Però da loro il maestro esigeva deferenza assoluta: oltre "a
dormire ai piedi del suo letto, erano solite lavarlo, vestirlo,
servirlo a tavola, accompagnarlo in automobile ovunque dovesse
andare". E quando le pulizie non erano accurate si arrabbiava e
le obbligava a rifarle da cima a fondo.
Diversa la posizione di Giulio. Insieme alla moglie (oggi ex)
seguiva i corsi di yoga di Malatesta fin dal 2008. Non smise di
frequentare il gruppo nemmeno quella volta in cui la donna fu
picchiata in maniera tale che una testimone racconta di "aver
tremato di spavento nel sentire le urla di Bruno". Erano suoi,
prima che finissero all'associazione, i campi di frutta e
verdura a Givoletto dove le adepte furono mandate a lavorare
"con ritmi estremamente pesanti". "Gente obbligata a 60 ore -
sbotta Paola durante un soliloquio del 2024 intercettato dai
carabinieri - e la gente ti ha odiato, maestro, e ti avrei
odiato anch'io". Giulio si presentava come massoterapista e i pm
gli hanno contestato, oltre all'esercizio abusivo della
professione di psicologo, la truffa con violenza sessuale su una
cliente con cui si appartava per lunghissime sedute "a luci
rosse" interamente captate dai microfoni. Ma la donna, che
immaginava di stare seguendo una cura, non ha mai fatto
denuncia, e il gip ha rilevato la mancanza di condizioni di
procedibilità.
Una sera, forse per accreditare Giulio al resto del gruppo,
Malatesta rivelò che, prima di essere stato un
guerriero-stupratore, aveva vissuto in Palestina e aveva
conosciuto di persona Gesù e la Madonna. Senza beneficio, però.
"Se oggi è qui che si lamenta...è un orribile fallimento
spirituale, in duemila anni non ha capito nulla".
La setta in val Susa, i tre indagati anche vittime del guru
TORINO,
03 ottobre 2026, 18:22
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