// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Benefici e rischi dell’AI secondo le Nazioni Unite
Un panel internazionale indipendente delle Nazioni Unite composto da 40 esperti e scienziati, tra cui Yoshua Bengio (Premio Turing 2018), ha pubblicato il report preliminare sull’intelligenza artificiale che evidenzia benefici e rischi per le persone e l’ambiente. La versione finale verrà illustrata durante il forum Global Dialogue on AI Governance che si terrà a Ginevra il 6/7 luglio.
Gli esperti sottolineano che, solo pochi anni fa, l’AI era in grado di rispondere a domande o generare testo. Oggi può scrivere codice, analizzare enormi quantità di dati, creare immagini e video realistici, aiutare gli scienziati a scoprire nuovi farmaci e agire sempre più autonomamente con una supervisione umana minima (agenti AI). Le capacità dell’AI si evolvono molto rapidamente, ma le norme che ne garantiscono un utilizzo sicuro faticano a tenere il passo.
Se utilizzata in modo responsabile, l’intelligenza artificiale potrebbe accelerare i progressi in diversi campi, tra cui assistenza sanitaria, istruzione, ricerca scientifica, agricoltura e accessibilità per le persone con disabilità. Senza adeguate protezioni potrebbe invece acuire le disuguaglianze, diffondere disinformazione, minacciare i diritti umani, sconvolgere i mercati del lavoro e concentrare potenti sistemi AI nelle mani di pochi governi e aziende.
La stessa tecnologia può tuttavia creare nuovi rischi:
Il report evidenzia inoltre che l’AI è attualmente “gestita” da pochi paesi. Gli Stati Uniti possiedono circa il 75% della potenza di calcolo dei supercomputer più avanzati al mondo, mentre la Cina ne detiene circa il 15%. La maggior parte dei modelli AI viene sviluppata da aziende con sede in questi due paesi.
Molti paesi in via di sviluppo non dispongono delle infrastrutture informatiche, delle competenze tecniche, dei dati, degli investimenti e delle risorse linguistiche locali necessarie per sfruttare appieno i vantaggi dell’intelligenza artificiale. Dipendono quindi da tecnologie che non possono sviluppare, ispezionare, verificare o adattare alle proprie società. Se non si colmano queste lacune, l’AI potrebbe rafforzare le disuguaglianze globali esistenti anziché ridurle.
I legislatori necessitano di dati scientifici affidabili prima di introdurre nuove regolamentazioni, ma quando i dati saranno disponibili in quantità sufficiente, la tecnologia potrebbe essersi già evoluta. Esistono oltre 40 normative e linee guida per l’AI in diverse parti del mondo, ma sono frammentate, incoerenti e raramente vengono testate per verificarne l’efficacia.
Molte valutazioni di sicurezza vengono inoltre condotte dalle stesse aziende che sviluppano la tecnologia. Sono quindi necessarie valutazioni indipendenti più rigorose, una maggiore cooperazione internazionale e standard comuni per garantire che i sistemi AI rimangano sicuri, trasparenti e responsabili.