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I migliori libri di Fantascienza con l’AI – Terza Parte
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Robot, macchine pensanti, software che imparano, identità digitali e intelligenze non umane raccontano in modi diversi una stessa domanda: che cosa succede quando una macchina comincia a essere qualcosa di più di una macchina?
La realtà è che la fantascienza ha cominciato a parlare di intelligenza artificiale molto prima che avessimo qualcosa che potesse davvero assomigliarle. Prima erano robot, cervelli elettronici e macchine pensanti; poi sono arrivati software capaci di imparare, entità digitali, copie della mente e sistemi che non si limitano più a eseguire ordini. Nel frattempo è cambiata anche la domanda: non soltanto se una macchina possa pensare, ma che cosa significa pensare quando anche la macchina comincia a farlo? Perché l’intelligenza, e quindi il pensiero, è in realtà il vero bersaglio mobile di tutto.
In questa terza e ultima parte (qui la prima e qui la seconda) attraversiamo ancora una volta qualche decennio di fantascienza, cercando storie che abbiano qualcosa da dirci sull’intelligenza artificiale che abbiamo davanti oggi. Ci sono paure antiche, intuizioni sorprendentemente moderne e idee che sembravano impossibili quando furono scritte e oggi fanno parte della conversazione quotidiana. Ecco quindi dieci libri, dieci modi diversi di immaginare cosa potrebbe succedere quando l’intelligenza smette di essere una prerogativa esclusivamente umana.
Qui trovate tutti gli articoli con i Migliori libri di Macity raccolti in un’unica pagina.
Torniamo alle basi, dal maestro. robot non possono nuocere all’uomo, devono obbedire agli ordini e badare alla propria sopravvivenza, a condizione di non mettere a rischio un essere umano: sono le Tre leggi della robotica, incorporate nei circuiti di tutti gli androidi, nonché il filo rosso che lega le opere di Isaac Asimov.
Ma se l’uomo è fatto della stessa sostanza dei sogni, che cosa succede quando i robot cominciano a sognare?
Automi orgogliosi del proprio intelletto, enigmatici cervelli positronici: nei racconti che compongono questa antologia, scritti fra gli anni Cinquanta e gli anni Ottanta, un robot è reso in grado di sognare, un altro impara a mentire, un’automatomobile si innamora dell’uomo che si è sempre preso cura di lei, e gli umani demandano le decisioni più importanti della res publica a un onnipotente, mastodontico supercomputer, a cui basta il voto