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RTX 5090 AORUS, un teardown riaccende i dubbi sul raffreddamento
Un possessore di RTX 5090 AORUS ha smontato la propria scheda video dopo aver notato un comportamento anomalo delle ventole, arrivate a circa 2000 RPM pur con temperature GPU apparentemente sotto controllo. Il caso riapre il tema della fiducia nel raffreddamento delle schede di fascia estrema, dove un numero rassicurante letto dal software può non raccontare tutto ciò che avviene sotto il dissipatore.
Secondo il racconto dell'utente, la scheda era stata montata in orizzontale, quindi non c'era un sospetto immediato di spostamento del materiale termico. Una volta rimosso il cooler, però, la parte inferiore del die sarebbe risultata quasi priva di copertura, mentre il composto si sarebbe accumulato più in alto, vicino alla camera di vapore.
Il punto tecnico riguarda il possibile pump-out, cioè lo spostamento progressivo del materiale termico sotto l'effetto di pressione, cicli termici e micro-movimenti tra GPU e dissipatore. In una scheda di questo livello, anche una copertura non uniforme può tradursi in hot spot locali, non sempre evidenti guardando soltanto la temperatura media del chip.
La scheda in questione appartiene alla famiglia AORUS GeForce RTX 5090 MASTER 32G, basata su architettura NVIDIA Blackwell e dotata di 32 GB di memoria GDDR7. La pagina prodotto cita il sistema WINDFORCE, con ventole Hawk, grasso metallico composito per la GPU, gel termoconduttivo di classe server e heat pipe ad alta conduzione.
Il caso non dimostra un difetto generalizzato, ma si inserisce in una fase in cui le schede video più costose sono sotto osservazione anche per affidabilità e gestione termica. La stessa attenzione era emersa nel caso di una RTX 5090 con connettore fuso e alimentatore danneggiato, un episodio diverso ma indicativo di quanto ogni anomalia sulle flagship venga amplificata dal prezzo e dalle aspettative.
Gigabyte aveva già affrontato le preoccupazioni sul gel termoconduttivo usato su GeForce RTX 50 Series e Radeon RX 9000 Series. L'azienda lo ha descritto come un composto isolante, deformabile e simile a stucco, capace di resistere ad almeno 302°F prima di fondere o liquefarsi. Alcuni lotti iniziali avrebbero ricevuto una quantità leggermente superiore di materiale per garantire la copertura, con possibile eccesso visibile ma senza impatti dichiarati su prestazioni, affidabilità o durata.
Per gli utenti, la risposta più sensata non è aprire subito la scheda. Smontare una GPU premium può creare problemi di garanzia, danneggiare componenti delicati o peggiorare il contatto termico se il materiale viene sostituito male. Meglio documentare picchi improvvisi delle ventole, variazioni di prestazioni, spegnimenti inattesi o materiale visibile fuori sede, quindi contattare l'assistenza regionale prima di intervenire.
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