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Inchiesta in Australia sugli occhiali smart Anko, rischi per la privacy
La Commissione australiana per
l'informazione ha avviato un'inchiesta sulla raccolta e
conservazione di dati personali attraverso occhiali connessi di
basso prezzo Anko, dotati dell'applicazione HeyCyan, prodotti in
Cina dalla ditta Shenzhen Qingchen. "In assenza di risposta
della Shenzhen Qingchen alle richieste preliminari della
Commissione, non abbiamo la garanzia che l'impresa protegga i
dati personali degli australiani, come esigono le norme del
Privacy Act", ha dichiarato la commissaria per la protezione
della vita privata Carly Kind. "Questo silenzio solleva
inquietudine riguardo elle pratiche, procedure e sistemi
dell'ente per proteggere le informazioni personali che detiene",
ha aggiunto. La commissaria ha esortato i commercianti alla
prudenza. "Tenendo conto dei rischi specifici che la Commissione
ha identificato riguardo all'applicazione HeyCyan, invitiamo i
dettaglianti interessati a domandarsi se sia appropriato
continua a commercializzare queste apparecchiature".
Gli occhiali in questione possono riprendere foto, video,
trasmettere messaggi, tradurre testi e anche interagire con
robot conversazionali utilizzando l'intelligenza artificiale. In
diversi paesi si sono sollevate voci contro le minacce alla vita
privata resse possibili da tali oggetti, specialmente filmati di
donne e pubblicate in linea senza il loro consenso.
Il governo norvegese ha dichiarato in ottobre di voler
sospendere l'utilizzo di tali occhiali in determinati spazi
pubblici. In Francia, il gruppo per la difesa dei minori
e-Enfance ha indicato in settembre di aver ricevuto venti
segnalazioni di donne filmate senza il loro consenso, nella
maggior parte dei casi a mezzo di occhiali Meta.
Inchiesta in Australia sugli occhiali smart Anko, rischi per la privacy
SYDNEY,
08 ottobre 2026, 10:31
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