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Phantom Blade Zero provato in anteprima: ecco cosa ci aspetta!
Phantom Blade Zero, in uscita il 29 ottobre 2026 per PC e PS5, promette un Action RPG ispirato al Kungfu e steampunk, con un combat system profondo.
Su invito di S-GAME, siamo volati in Cina per testare con mano Phantom Blade Zero, una delle produzioni più attese tra i nuovi videogiochi in uscita ad ottobre. Atterrati a Pechino, ci siamo trovati di fronte un titolo decisamente ambizioso, che, combinando la grande tradizione delle arti marziali cinesi con il retrofuturismo tipico dell'immaginario steampunk, punta a plasmare una nuova estetica, battezzata dagli stessi sviluppatori come "Kungfupunk". Tra insidiosi intrighi e combattimenti adrenalinici, Phantom Blade Zero si presenta al pubblico come un Action RPG in cui narrazione, combat system e level design si sviluppano armoniosamente per raccontare un'epica storia di vendetta, mentre sullo sfondo prende progressivamente forma un immaginario corrotto, inquietante e orrorifico. In attesa di scoprire l'esito finale degli sforzi di S-GAME in fase di recensione, vi raccontiamo le ragioni che ci spingono ad attendere con trepidazione l'uscita di Phantom Blade Zero, fissata al prossimo 29 ottobre 2026, su PC e PlayStation 5.
Come anticipato dallo State of Play estivo dedicato a Phantom Blade Zero, il protagonista del titolo di S-GAME si trova a fronteggiare un insidioso destino. Vittima di una subdola macchinazione, Soul, il più letale spadaccino al servizio dell'organizzazione nota come "Ordine", viene ingiustamente accusato dell'omicidio del sommo leader del gruppo.
Un'accusa infamante per la quale non sembra esserci possibilità di difesa e che, in un mondo cupo e violento, può essere pagata solo con la morte. Divenuto l'epicentro di una sanguinosa caccia all'uomo da parte di coloro che un tempo chiamava alleati, Soul si ritrova a incrociare la spada con il suo amico d'infanzia Zuo Shang. Ed è proprio quest'ultimo a ferire mortalmente il guerriero durante un duello.Tra le lande del Wulin, tuttavia, il destino degli uomini non sempre segue sentieri razionali e la lama che ha trapassato il cuore del protagonista non riesce a condannarlo all'eterno riposo. A evitare la morte a Soul è una misteriosa entità denominata Flesh Sculptor (letteralmente, "Scultore della Carne"). L'intervento di quest'ultimo dona al protagonista una sorta di cuore artificiale e la promessa di una seconda, ma brevissima, vita. Sessantasei giorni: questo è quanto Soul potrà vivere con il suo nuovo cuore.
È con queste premesse che a Pechino abbiamo cominciato il nostro viaggio nei panni di Soul, in una sessione di gioco protrattasi per circa sei ore. S-GAME ci ha messo a disposizione una demo corposa, eppure, al termine della prova, abbiamo avuto la netta sensazione di aver appena scalfito l'impianto narrativo di Phantom Blade Zero, che sembra divertirsi a intrecciare con astuzia avanzamento lineare, narrazione ambientale e missioni secondarie di cui tenere traccia anche tramite il rinvenimento di documenti. Quello dell'Action RPG è dunque un racconto che si sviluppa su più livelli, consentendo al giocatore di dipanare un crescente numero di misteri e sottotrame. Con molteplici obiettivi in mente - rintracciare Zuo Shang, indagare le ragioni del complotto che ci ha condannato a morte, cercare un modo di sopravvivere oltre i 66 giorni promessi dal Flesh Sculptor - abbiamo diretto i nostri passi verso Pangzhen, un insediamento situato nel cuore di una valle dominata da foreste e corsi d'acqua. Neanche a dirlo, il percorso di avvicinamento alla località si tinge presto di risvolti inquietanti. Fasci di interminabili nastri rossi si inerpicano tra la vegetazione e gli edifici abbandonati, avvolgendo tra le proprie spire avversari umanoidi dalle fattezze deturpate.
Echi di un passato violento e di un mondo nel caos risuonano nei documenti che rinveniamo nella nostra avanzata. Sono storie di eresie ed egoismi, di torture ed efferate macchinazioni: un orrore nel quale germogliano di tanto in tanto richieste di ai