// PUNTO INFORMATICO — GAMING
Corre la petizione che chiede a Sony di salvare i giochi su disco
Assumendomi il rischio di essere smentito (cosa che a questo punto spero vivamente), posso prevedere con poco margine di errore che la petizione Don’t Kill the Disc su Change.org per chiedere a Sony di non uccidere i giochi su disco non porterà da nessuna parte. Il gruppo giapponese ha già deciso: dal 2028, per le console PlayStation arriveranno solo titoli in formato digitale. Eppure, l’adesione è davvero importante, direi encomiabile.
Nel momento in cui scrivo e pubblico questo articolo, ci sono quasi 163.000 firme verificate, ovvero corrispondenti a persone reali. Ed è sufficiente una ricerca sul portale per trovare tante altre iniziative simili: Sony deve rimborsare chi ha pagato il lettore disco PS5, PlayStation, il diritto di possesso: vogliamo che Sony garantisca il formato fisico e Salviamo i giochi su disco di PlayStation e il mercato fisico del gaming solo per fare alcuni esempi.
La notizia dell’addio al supporto fisico è arrivata un po’ come un fulmine a ciel sereno. Non che non ce lo aspettassimo, dopotutto il trend del mercato è chiaro da tempo e già con l’arrivo di PS5 Pro l’intenzione di spingere verso il digitale era palese, ma avremmo immaginato un annuncio un po’ più avanti, magari con quello della next-gen PS6. Microsoft potrebbe fare lo stesso su Xbox, come dimostra l’iniziativa Disc2Digital di cui si è iniziato a parlare la scorsa settimana.
Tornando alla petizione, Sony ha già deciso e non tornerà sui suoi passi, non prolungherà l’agonia dei giochi su disco solo perché qualcuno ha deciso di firmare un appello online. È una scelta basata su dinamiche prettamente economiche, presa con la volontà di massimizzare i profitti e di soddisfare gli azionisti. Come spesso accade, il volere degli appassionati viene dopo nella scala delle priorità di una multinazionale.