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Temporale a Lipari, esondati torrenti, fango in strade e case allagate
Decine di abitazioni allagate, auto impantanate nel sottobanchinamento del porto di Sottomonastero, fango in molte strade persino in centro, esondati i torrenti Ponte e Valle con i detriti che sono finiti anche in spiaggia e in mare. E' il bilancio provvisorio del temporale che nella notte si è abbattuto su Lipari, nell'arcipelago delle Eolie (Messina). Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco anche a soccorso di automobilisti. Tutto è accaduto tra l'1 e l'1.40 quando il temporale ha raggiunto la sua massima intensità.
Undici famiglie senza rimaste senza casa per il passaggio, ieri, di due trombe marine nel Trapanese. Sono tre, per un totale di sette persone, quelle che la notte scorsa non hanno potuto dormire nelle loro case perché inagibili o distrutte a Marsala. Il dato è stato confermato dal Comune che ha dato ospitalità in una struttura alberghiera a una famiglia composta da tre persone, mentre le altre due sono state ospitate da amici e parenti. A Petrosino, dove la tromba marina ha fatto notevoli danni, sono otto le famiglie sfollate: quattro sono ospiti dal Comune in un hotel della zona, così come confermato dal sindaco Giacomo Anastasi. Altre quatto, invece, sono ospiti di parenti.
Il Comune di Petrosino ha chiesto lo stato di emergenza nazionale per i danni provocati ieri dal tornado. La giunta comunale, presieduta dal sindaco Giacomo Anastasi, ha approvato una delibera per chiedere alla Regione siciliana di attivare le procedure necessarie e garantire il supporto tecnico, operativo e finanziario indispensabile a fronteggiare le conseguenze dell'evento.
Gli uffici comunali, in raccordo con il centro operativo comunale di protezione civile, sono impegnati nei sopralluoghi e nella ricognizione dei danni, "al fine di individuare le priorità d'intervento e quantificare le risorse necessarie per la messa in sicurezza e il ripristino delle infrastrutture eventualmente danneggiate". "Petrosino non può essere lasciata sola ad affrontare le conseguenze di un evento meteorologico di questa portata - dice il sindaco - L'amministrazione comunale sta facendo la propria parte, ma adesso è indispensabile che anche la Regione e il Governo nazionale assumano le proprie responsabilità, garantendo risorse adeguate e interventi tempestivi. Servono risposte concrete per mettere in sicurezza il territorio, ripristinare le infrastrutture danneggiate e sostenere chi ha subito le conseguenze di questa emergenza. Ci aspettiamo che alla gravità della situazione seguano impegni concreti e tempi certi".
I sindaci dei Comuni di Anzio e Nettuno, sul litorale a sud di Roma, chiederanno alla Regione Lazio la dichiarazione dello stato di calamità dopo il nubifragio di ieri mattina che, con strade come fiumi, ha provocato allagamenti, specie ai piani bassi di molte case.
Hanno anche richiesto alla Protezione Civile regionale il supporto di uomini e mezzi per far fronte all'emergenza creatasi in questi giorni. Lo hanno annunciato i sindaci, Aurelio Lo Fazio e Nicola Burrini.
Va considerato che nelle ultime 24 ore sono caduti 80 millimetri di pioggia, oltre un decimo di quella che cade sul territorio dei due Comuni in un anno e, pertanto, tale evento è da considerarsi assolutamente straordinario.
"Ricevuta l'allerta arancione abbiamo provveduto a chiudere le scuole, come previsto dalla legge, e attivare i centri operativi comunali che sono lo strumento operativo in casi del genere - hanno detto ieri i sindaci - L'allerta si è rivelata provvidenziale, alla luce di quello che poi è accaduto".
Sia Lo Fazio, sia Burrini hanno ricordato che "tutte le unità disponibili sono al lavoro, ringraziamo il personale e i volontari, la sala operativa della protezione civile regionale e la prefettura con i quali c'è stato e c'è un confronto continuo". Proprio grazie a questo è stato deciso di non aprire il Centro operativo misto, considerato che dalla sala operativa è stato reso noto che la situazione meteo è in miglioramento.
La stessa ha garantito, su ri