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Apple rinuncia alla tassa Apple sulla casa intelligente: ecco come farà
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Entrare nella maggior parte delle case con serrature intelligenti, videocitofoni, termostati e telecamere, ma senza la tassa Apple. L’idea non è di qualche concorrente di Cupertino, ma della stessa Mela, che per questa ragione ha scelto di progettare insieme a LG gli accessori necessari a sostenere il lancio di HomePad o HomeView, i nomi circolati per il dispositivo dedicato alla casa smart che Apple dovrebbe presentare martedì.
A spiegare il meccanismo dell’accordo con LG di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi è il modello economico di Cupertino. Apple è abituata a ottenere dall’hardware margini lordi nell’ordine del 40-50%, una percentuale che diventerebbe un problema se fosse applicata direttamente a decine di accessori domestici.
Serrature, sensori e telecamere devono infatti confrontarsi con un mercato dove esistono già numerosi concorrenti, spesso con prezzi molto aggressivi. Un ecosistema creato seguendo gli abituali obiettivi di redditività della Mela rischierebbe di essere troppo costoso per competere con questi prodotti.
La soluzione è stata quella di affidare a LG il peso industriale e finanziario dell’operazione. L’azienda coreana produrrà gli accessori, si occuperà dell’assistenza e sosterrà buona parte degli investimenti necessari. Apple manterrà invece un’influenza diretta sulla progettazione, sulle caratteristiche e soprattutto sull’integrazione con i propri dispositivi.
Apple Home Collection sarebbe il nome scelto per l’intera gamma di dispositivi in arrivo. A rivelarlo è Mark Gurman, che dedica all’evento di martedì la sua newsletter domenicale. La collezione dovrebbe offrire fin dall’inizio tutto ciò che serve per allestire una casa connessa: videocitofoni, serrature, termostati, sensori di temperatura, videocamere interne ed esterne e sistemi di sorveglianza con illuminazione.
Verrebbero superati in questo modo alcuni limiti della precedente strategia HomeKit, che lasciava ai produttori indipendenti il compito di sviluppare gli accessori compatibili, con risultati discontinui per disponibilità, funzioni e integrazione.
Cupertino potrà così controllare l’esperienza d’uso dei prodotti attraverso una supervisione diretta della loro progettazione, senza dover applicare a ogni singolo accessorio il proprio modello commerciale.
Per ora non ci sono indicazioni sui listini. L’obiettivo, secondo Gurman, è proporre prodotti sensibilmente meno costosi rispetto a quelli che Apple avrebbe potuto realizzare e commercializzare direttamente. Questo, naturalmente, non significa che saranno necessariamente i più economici del mercato.
Resta anche la questione dei tempi. Gli accessori LG non dovrebbero arrivare nei negozi prima degli ultimi mesi del 2026, sempre che il calendario venga rispettato.