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Elon Musk compra Set LEGO con Grok ma espone online indirizzi e carta di credito per errore!
Anche il primo uomo trilionario della storia può commettere una leggerezza mentre fa acquisti online. Un spot per gli agenti AI e-commerce di Grok si trasforma infatti in un vero e proprio scivolone social per Elon Musk: il tycoon ha esposto per errore alcuni dati personali come indirizzi e numeri di carte di credito.
Forte dei suoi oltre 240 milioni di follower su X, il proprietario della piattaforma social conosciuta originariamente come Twitter ha ben pensato di promuovere l'utilizzo di Grok come strumento per effettuare acquisti online, salvo poi commettere una leggerezza condividendo alcuni dati sensibili. Ma facciamo un passo indietro per capire cosa è successo, seguendo la ricostruzione degli eventi fornita dalla redazione di Y Net Global.
Nel weekend tra il 10 e l'11 ottobre, il tycoon di origini sudafricane ha riferito pubblicamente di aver "chiesto a Grok di trovare i Set LEGO di Star Wars più divertenti per bambini e di ordinarli per me. È stato così semplice!", per poi allegare al post uno screenshot del LEGO Store che mostrava un acquisto completato con successo... e qualcos'altro.
Eggià, perché nell'immagine condivisa in rete da Musk sono spuntati anche dei dati riguardanti due indirizzi in Texas (uno per la spedizione e l'altro per la fatturazione), le informazioni private sull'ordine appena effettuato con l'aiuto di Grok e persino le ultime quattro cifre di una carta di credito American Express, oltre al numero dell'ordine, ad un indirizzo email e alle indicazioni sulla somma spesa per acquistare cinque articoli per un totale di 241,34 dollari.
L'incauta condivisione di dati privati da parte di Musk ha spinto diverse aziende e realtà specializzate nella sicurezza informatica ad attivarsi per mettere in guardia la community sugli errori da non commettere mentre si effettuano acquisti online, anche con commenti sarcastici come quello pubblicato dai curatori dell'account X di International Cyber Digest, "nuovo livello di sicurezza informatica sbloccato: diffondere il proprio indirizzo e i dettagli degli ordini a 242 milioni di follower".
La risposta che il miliardario legato a doppio filo all'Amministrazione Trump ha affidato ai social per giustificare quanto accaduto ha contribuito ad alimentare ulteriormente le critiche della community: Musk ha infatti sostenuto che "quello mostrato non è l'indirizzo di casa mia, non vivo lì e non ricevo lì la mia posta". Pur tenendo conto di quanto affermato dal tycoon, è comunque altamente sconsigliato condividere pubblicamente dei dati privati e sensibili come gli indirizzi di proprietà che, come sottolineato dalle agenzie di sicurezza informatica di cui sopra, potrebbero creare vulnerabilità non necessarie e rischi come tentativi di violazione della privacy e spedizioni potenzialmente pericolose.
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