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Idos, calano sbarchi e richiedenti asilo ma aumentano morti e violenze
Calano gli ingressi irregolari in
Europa, inclusi gli sbarchi, e le richieste di asilo. Ma
aumentano i morti, le privazioni dei diritti umani, le domande
di protezione pendenti, l'ostilità verso chi salva i migranti
dalla morte in mare. È il contesto in cui si colloca "l'anno
zero" del nuovo Patto Ue su migrazione e asilo, l'insieme di
norme che si applicano dal 12 giugno scorso, "in parte ispirate
da un ventennio di politiche italiane". E' quanto contenuto dal
Dossier Statistico Immigrazione realizzato dal Centro studi e
ricerche Idos in collaborazione con il Centro studi Confronti e
l'Istituto di studi politici "S. Pio V". L'edizione 2026, la
36ma, sarà presentata il 27 ottobre a Roma e, in contemporanea,
in tutte le regioni italiane con approfondimenti locali. Il
volume di 512 pagine si compone di 98 capitoli e un'appendice
statistica redatta da 148 autori.
Meno arrivi, ma più morti nel Mediterraneo
Ma cosa c'è dietro queste riduzioni? Un reale ridimensionamento
del bisogno di protezione o il suo contenimento (forzato)? Una
risposta, secondo il dossier, arriva dal confronto tra il calo
degli arrivi via mare nei primi otto mesi del 2026 (poco più di
51mila in tutto il Mediterraneo contro gli 86mila dello stesso
periodo del 2025) e l'aumento delle morti accertate durante la
traversata (1.733 da gennaio ad agosto 2026 contro le 1.248
dello stesso periodo del 2025). Solo nella rotta del
Mediterraneo centrale hanno perso la vita 914 persone, contro le
827 dello scorso anno (+11%).
Il contributo di Sos Mediterranee Italia al Dossier
ricostruisce un decennio di ostilità e compressione del soccorso
civile. Per Sos Mediterranee la perdita di vite "non è una
fatalità, ma il risultato di precise scelte politiche".
Da quanto emerge dal Dossier nel Patto si ritrova "la matrice
italiana" nell'esternalizzazione dei confini sperimentata dal
nostro Paese in circa vent'anni di accordi con i Paesi
nordafricani. È del 1998 il primo accordo con la Tunisia,
seguito dalle intese del 2020 e poi dal Memorandum con l'Ue del
2023. L'intesa con la Libia ha permesso, tra il 2017 e il 2025,
di intercettare 192.788 persone in movimento nel Mediterraneo e
riportarle nelle strutture di detenzione. "I numeri
restituiscono un quadro ben più complesso di quello
rappresentato dalla retorica emergenziale e securitaria, ma non
sembrano incidere - viene sottolineato - né sulle politiche né
sul dibattito pubblico. Una circostanza tanto più grave, dinanzi
a un impatto umanitario così rilevante".
Idos, calano sbarchi e richiedenti asilo ma aumentano morti e violenze
ROMA,
15 ottobre 2026, 10:00
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