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Secondo intercalare, addio entro il 2035: cosa cambia e perché
Abbiamo tutti familiarità con il concetto di anno bisestile, con la giornata in più del 29 febbraio, ma non con il secondo intercalare (leap second). Eppure, entrambi sono correttivi temporali necessari per mantenere il calendario e l’orologio sincronizzati con i fenomeni astronomici che regolano il nostro pianeta. Poco male, al secondo diremo addio per almeno un secolo. Era già stato anticipato anni fa, ora è ufficiale.
Il Bureau International des Poids et Mesures, l’organizzazione internazionale che coordina gli standard di misurazione, ha stabilito che entro il 2035 si smetterà di aggiungere (o rimuovere) un secondo allo scorrere del tempo. Dal 1972 a oggi lo si è fatto 26 volte in totale, l’ultima risale al 2016, sempre in corrispondenza del 30 giugno o del 31 dicembre.
Cosa ha spinto alla decisione? Fino a oggi, il secondo intercalare è sempre stato sommato, mai tolto. La prossima volta bisognerebbe però sottrarlo, ma non si ha alcuna certezza che l’operazione risulti innocua per i sistemi informatici. Insomma, si rischia un qualcosa si simile a ciò che non fu il millennium bug, su scala globale. Meglio evitare.
Le realtà del mondo online sostengono da tempo che sia il caso di eliminare il leap second. Google, Meta, Microsoft e Amazon si sono già schierate apertamente a favore della sua cancellazione. Lo stesso vale per piattaforme come Foursquare, Reddit, LinkedIn e Yelp che hanno già fatto i conti con malfunzionamenti quando, nel 2012, gli orologi hanno fatto +1.
Via dunque la convenzione per almeno un secolo, ma il problema rimane. Come risolverlo? Ci penseranno le generazioni future (con il benestare dell’AI, si intende): l’intenzione è quella di lasciare ai posteri il compito di gestire l’ora intercalare, così da evitare di dover gestire correzioni ogni pochi anni. Noi possiamo stare tranquilli, non se ne parlerà almeno per i prossimi tre millenni. Qualcuno si faccia un appunto per il 5026.