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Recensione XGIMI Elfin Flip Laser: il proiettore Google TV che sembra un pezzo d'arredo
L'Elfin Flip Laser è un proiettore che è facile confondere, perché la famiglia XGIMI Elfin è composta da tanti ben quattro modelli, all'anagrafe differenziati solo da un suffisso.
Partiamo dalle basi: tutti condividono la stessa struttura "furba". Un anello squadrato che avvolge il corpo del proiettore e che funziona anche da stand, consentendo di inclinarlo con estrema facilità su un range molto ampio, con in più il bonus di fare anche da maniglia. Sembra quindi un proiettore portatile, e fisicamente lo è, ma letteralmente no, perché privo di batteria: dipende tutto da che accezione date alla parola "portatile", ma il marketing spesso ama parafrasare il Devoto-Oli.
Sopra di lui c'è solo la versione 4K della stessa famiglia, mentre qui dobbiamo accontentarci del full HD, ma con triplo laser RGB, 1.600 ISO Lumen e interfaccia Google TV con Netflix in prima linea, per scacciare lo spettro di un passato in cui il servizio di streaming mancava.
Sulla carta, insomma, gli ingredienti per un buon proiettore di fascia media ci sono tutti, ma proprio perché ci troviamo in un mercato molto affollato, anche per colpa / merito della stessa XGIMI, bisogna capire bene dove stiano i pro, e dove inizino i contro.
Fisicamente l'Elfin Flip Laser è una scatola quasi quadrata, 254 × 245 millimetri per 75 di spessore, quindi un quadrato di circa 25 centimetri di lato che sta sullo scaffale di una libreria senza sfigurare, grazie anche alla sua particolare colorazione blu metallizzato, che si discosta dai soliti proiettori bianco panna o nero pece.
Pesa 1,38 chilogrammi, meno di una bottiglia d'acqua: spostarlo da una stanza all'altra tenendolo per l'anello-maniglia è decisamente semplice, ma anche infilarlo in uno zaino per andare a casa di amici non è certo difficile, e la lente è ben protetta dalla cornice stessa (a patto che il proiettore non ruoti dentro lo zaino).
La struttura ad anello infatti non è solo un vezzo estetico, ma fa più cose di quante sembri. Ruota sui suoi perni, scopre la lente quando apriamo il proiettore e la protegge quando lo richiudiamo, un dettaglio banale ma prezioso in un oggetto pensato per non stare per forza fisso in un punto, dove la polvere e le ditate sull'ottica sono nemici più realistici di un cattivo contrasto.
Lo stand arriva a 150 gradi di inclinazione, ed è possibile posizionare Elfin Flip Laser anche al soffitto, grazie magari alla filettatura standard per treppiedi presente sotto la base.
Sia chiaro che la struttura è interamente in plastica, ma l'effetto metallizzato la rende più elegante e la stabilità della rotazione è buona, per quanto non possiamo escludere il fatto che col tempo, e con le ripetute pieghe, possa cedere un po'.
A fianco della lente c'è la griglia dello speaker, che poi gira attorno al profilo con una bella stondatura, e termina con il logo del brand Harman / Kardon, con il quale XGIMI collabora da anni.