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Lo slogan 'Bismillah, c'est les ténèbres', il buio dalla Francia nelle piazze italiane
Sono unite anche dagli slogan le piazze di Francia e Italia a cominciare da 'Bismillah c'est les ténèbres', uno degli slogan delle rivolte francesi, nato su Snapchat e presto diventato un meme, condiviso sui social decine di migliaia di volte e divenuto il grido di rivolta dei giovanissimi, molti di seconda generazione, come quelli che ieri hanno trasformato piazza Duomo a Milano in un campo di battaglia per poi darsi al 'pillage', il saccheggio, proprio come avvenuto a Parigi e in altre città d'oltralpe.
Usato anche da Greta Thunberg durante la sua visita agli studenti di Seine-Saint-Denis dello scorso 13 ottobre, 'Bismillah, c'est les ténèbres' è uno slogan di protesta satirico nato da un messaggio su Snapchat attribuito dai giovani francesi a un sospetto infiltrato della polizia, che si sarebbe spacciato per uno studente per ottenere informazioni sui blocchi scolastici. Il messaggio dell'account a nome 'Mamadou' diceva: " Ciao! Bismillah, è buio/ Quando c'è il blocco, wallah, fratello mio?/ Distruggeremo tutto / Aggiungimi al gruppo del blocco di Aichek !". La frase è diventata rapidamente un meme sui social media francesi e nel giro di pochi giorni è apparsa sui cartelli delle manifestazioni in tutta la Francia, usata per ridicolizzare non solo il tentativo di infiltrazione ma anche per denunciare il razzismo attribuito alla polizia, che avrebbe mescolato lo slang della Gen Z a espressioni arabe senza capirne il significato. Lo slogan, dopo mille parodie virali, è arrivato a Bologna durante le manifestazioni studentesche dello scorso 15 ottobre ed è risuonato ieri a Milano con tutta la forza del meme, che tramite i social varca i confini. Non a caso, negli ultimi anni il grido di battaglia è diventato "Tout le monde déteste la police" ("Tutti odiano la polizia", ndr), un altro famoso slogan di protesta francese, anche pubblicato da Amos come brano musicale nel 2021 e oggi cantato nelle piazze italiane, esattamente come in Francia viene scandito in italiano lo slogan 'Siamo tutti antifascisti'. E a cantarlo - da una parte e dall'altra delle Alpi - non sono solo i ragazzi di seconda generazione ma anche i liceali del primo arrondissement e quelli politicizzati della 'Milano bene'. "Questa rabbia ha già trovato le sue parole, ora tocca organizzarla" scrivono sui fatti di piazza Duomo i giovani di Deriva, piattaforma trasversale di una generazione che - lo dice la parola - si sente alla deriva, e che prende le distanze tra chi vorrebbe dividere buoni e cattivi, italiani e seconda generazione.
Proprio come in Stazione Centrale lo scorso 22 settembre, ieri a Milano "c'eravamo tutti" rivendica il collettivo, per il quale "le bandiere italiane sventolate da ragazzi cui questo Paese rende la cittadinanza una corsa a ostacoli dicono una cosa sola: questo Paese è nostro e ce lo stiamo riprendendo".