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Scontri a Milano, 4 maggiorenni restano in carcere e uno va ai domiciliari
Il gip di Milano Fabrizio Filice ha disposto il carcere per quattro giovani arrestati sabato scorso durante i disordini in centro a Milano mentre per un quinto ragazzo è stato posto ai domiciliari con il braccialetto elettronico. I cinque maggiorenni sono accusati, a vario titolo, di devastazione e saccheggio e resistenza pluriaggravata.
Saranno interrogati invece tra oggi e domani dalla gip Maria Idria Gurgo di Castelmenardo i sei maggiorenni arrestati domenica. Nel pomeriggio la giudice comincerà con il primo ragazzo, l'unico ai domiciliari, e domani in mattinata proseguirà con gli altri a San Vittore. La pm Aurora Stasi, che con il procuratore Marcello Viola è titolare del fascicolo parallelo a quello della collega Giovanna Cavalleri, ha chiesto la convalida e la misura cautelare più grave.
Non hanno avuto "alcuna remora nell'adoperare violenza, nell'aderire ai disordini di piazza e nel riproporre i medesimi comportamenti avvenuti solo un giorno prima" - i legge in un atto della Procura - ad opera" di altri. E quindi hanno mostrato una "significativa capacità criminale" con "improvvise azioni distruttive e di rara violenza". La gip dovrebbe depositare la decisione a partire da dopodomani.
Questa mattina sono iniziati intanto nel carcere minorile Cesare Beccaria di Milano gli interrogatori di garanzia degli 11 minorenni arrestati in flagranza per gli scontri in centro nel fine settimana.
La Procura per i minorenni, guidata da Luca Villa, contesta a vario titolo reati tra cui devastazione e saccheggio e resistenza a pubblico ufficiale. Parallelamente, si procede anche sulle posizioni degli altri 23 minorenni indagati a piede libero, per i quali sono state chieste misure cautelari.
L'avvocata Francesca Rena difende un ragazzo di 14 anni, per il quale la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. La legale ha chiesto che non venga applicata alcuna misura. Il giovane, studente di terza media nato in Italia, "dimostra ancora meno dei suoi anni" e, secondo la difesa, non sembra pienamente consapevole della gravità dei fatti contestati. Era in centro con la madre quando ha perso di vista il genitore nella folla. "Si è perso, ha iniziato a seguire il gruppo, ha visto scene di guerriglia urbana e purtroppo, come un ragazzino di 14 anni, è rimasto fermo a guardare", ha spiegato Rena. Il ragazzo sostiene di non aver fatto nulla e la perquisizione ha dato esito negativo. La madre, non riuscendo più a contattarlo, ha poi scoperto che era stato arrestato.
Sul tema dei video girati durante gli scontri e della possibile rilevanza giuridica della condotta ai fini del concorso morale, la legale ha osservato che "non è bello o giusto, eticamente, fare video di determinate cose, ma qual è il quattordicenne che non l'avrebbe fatto?".
Per un altro minorenne, un sedicenne difeso dall'avvocato Michele D'Agostino, è stata disposta la permanenza in casa. Il giovane ha negato gli addebiti. "È andato lì per i fatti suoi con un amico a fare un giro, voleva fare un giro e si è trovato in mezzo", ha riferito il legale, aggiungendo che al ragazzo non è stata trovata addosso alcuna merce.
Sono una decina invece i Daspo urbani (Dacur) emessi dalla Questura nei confronti di giovani controllati ieri in piazza Duomo e nei dintorni dopo gli scontri. Si tratta di ragazzi con precedenti oppure travisati o in possesso di oggetti potenzialmente pericolosi come coltellini o altri. Procedono nel frattempo le indagini della Digos per ricostruire la due giorni di violenze e accertare le responsabilità tra i circa 500 protagonisti degli incidenti. Alcuni sono stati arrestati nell'immediatezza. I dieci raggiunti da Dacur non potranno entrare a Milano o in alcune zone della città per diversi periodi di tempo.
A Bologna, è stato convalidato l'arresto dello studente di 21 anni, iscritto ad Antropologia, fermato sabato durante gli scontri in zona stazione. La gip Roberta Malavasi ha disposto nei suoi confronti l'obbligo di presentazione quotidiana alla poli