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Trovata impiccata nel Salento, il Ris ricostruisce in 3D l'appartamento
È durato poco più di due ore il sopralluogo dei carabinieri del Ris di Roma nell'appartamento di Casarano dove Roberta Bertacchi, 26 anni, venne trovata impiccata con una sciarpa del Casarano calcio al balconcino di casa all'alba del 6 gennaio 2024. Gli esperti del Reparto investigazioni scientifiche di Roma hanno utilizzato un laser scanner per ricostruire in 3D gli ambienti come vennero trovati dai carabinieri territoriali la mattina del ritrovamento del corpo. L'accertamento tridimensionale restituirà la casa dove viveva Roberta e dove oggi abitano altre persone, alla sua originaria dimensione, ricostruita al computer dove verranno inserite le foto scattate durante il sopralluogo dell'epoca.
La ricostruzione che ne verrà fuori servirà a chiarire un punto cruciale dell'inchiesta, in che modo Roberta si possa essere mossa per compiere l'azione suicidaria, visto che all'epoca vennero ritrovate appena due impronte e neanche vicine al balconcino. I carabinieri hanno eseguito anche il prelievo di un campione di saliva a Davide Falcone, il fidanzato di Roberta, indagato per istigazione al suicidio, per estrarre il Dna. Il sopralluogo è stato disposto dal GIP Francesco Valente nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dopo l'accoglimento dell'opposizione della famiglia della vittima alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura di Lecce. Nella giornata di martedì 20 ottobre sempre i carabinieri del Ris nel cimitero di Ruffano hanno proceduto alla estumulazione del corpo della giovane per prelevare gli stivali neri che Roberta Bertacchi indossava quando è stata trovata morta necessari per effettuare la comparazione con le impronte rinvenute in casa.
"Vogliamo solo la verità, chiarire le incongruenze che ci sono. Questi accertamenti ci fanno tirare un respiro di sollievo perché l'archiviazione sarebbe stata un'ingiustizia totale". Lo ha detto Marina Bonomo, la madre di Roberta Bertacchi, accompagnata dal suo legale Luciano De Francesco in via Del Lavoro a Casarano dove i Ris hanno eseguito rilievi nella casa dove la ragazza fu trovata impiccata nel 2024. "E' una ferita che sanguina e che sanguinerà per tutta la vita perché per noi è una cosa che non finirà mai - ha aggiunto - Nel momento in cui Roberta avrà giustizia, lei avrà pace, ma noi non l'avremo mai, perché non potremo più giocarci, parlarci, sapere che c'è."
"Suicidio o omicidio, nell'una o nell'altra ipotesi, queste indagini sono importantissime per arrivare alla verità, come peraltro abbiamo chiesto sin dal primo momento. Ci sono delle cose legate alla dinamica che non tornano e che devono essere chiarite, come il numero delle impronte rinvenute". Lo ha detto Luciano De Francesco, legale della madre di Roberta Bertacchi, dopo il sopralluogo dei Ris nella casa di Casarano dove la giovane è stata trovata impiccata nel 2024. Le impronte, ha aggiunto, "sono un numero ridottissimo rispetto allo spazio di riferimento e al punto di caduta", vanno chiarite anche "le condizioni di Roberta quella sera, sono tutti elementi non chiariscono come sia avvenuto il suicidio".
"Credo che questo supplemento istruttorio sia necessario per chiarire alcune circostanza che effettivamente non sono state adeguatamente esplorate nel corso delle indagini preliminari sin qui espletate, tuttavia non ci aspettiamo nulla di nuovo rispetto a quanto già emerso sinora". Lo afferma Giorgio Caroli, legale difensore di Davide Falcone, il fidanzato di Roberta Bertacchi, indagato per istigazione al suicidio nell'inchiesta sulla morte della giovane. "Ritengo - continua - che questi accertamenti ulteriori possano confortare ulteriormente le determinazioni già assunte dalla Procura sull'assenza di responsabilità di Davide Falcone sull'evento morte".