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Femminicidio ad Anguillara, la madre di Federica Torzullo all'imputato: 'Guardami in faccia'
Momenti di tensione al termine della prima udienza del processo di primo grado per il femminicidio di Federica Torzullo, uccisa dal marito Claudio Carlomagno, il 9 gennaio ad Anguillara Sabazia, centro in provincia di Roma. La madre della vittima, Roberta Virgulti, rivolgendosi all'imputato che stava lasciando l'aula ha urlato "guardami in faccia", visibilmente commossa.
"Non ha avuto neanche il coraggio di guardarmi in faccia, dopo il rapporto che aveva con me. Lui mi aveva chiesto, nonostante la separazione, se i nostri rapporti sarebbero rimasti gli stessi e io glielo avevo garantito. E oggi non è riuscito a guardarmi in faccia", ha detto Virgulti. La madre della vittima ha poi aggiunto: "quello che ha fatto è qualcosa di atroce, ha fatto di tutto a mia figlia, è stato un massacro. Ha voluto cancellare tutti noi, non solo lei. Ha voluto cancellare tutto quello che eravamo, perché lui con noi non stava male, stava bene. Ha voluto cancellare perché non avrebbe fatto più parte come prima di questa realtà, quindi lui ha voluto disintegrare tutti noi".
Nel corso dell'udienza i giudici della prima Corte di Assise della Capitale hanno rigettato la richiesta avanzata dal difensore di Carlomagno di sospendere il giudizio e sollevare una questione di costituzionalità sul reato di femminicidio introdotta nel 2025 e contestata all'imputata con l'aggravante della premeditazione e del rapporto coniugale. Il corpo della donna venne ritrovato il 18 gennaio in un terreno nei pressi dell'azienda dell'uomo.
Nel procedimento, che è stato aggiornato al 16 novembre, ammesse come parti civili i genitori della Torzullo, la sorella della vittima Stefania, oltre alle associazioni "Differenza Donna", "Insieme a Marianna, "Giardini Segreto", "Vittime Vulnerabili di reato", "Per Marta e per tutte" e "Scuola di Atene".