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Social sotto controllo per le minacce alla gip Landoni del caso Siher
I vertici del Tribunale di Milano stanno monitorando i canali social per verificare se ci siano minacce nei confronti della gip Landoni.. Da quanto si apprende, i carabinieri in dotazione della dirigenza stanno controllando le chat e i post sul web e hanno già individuato alcune frasi minatorie. Tutto ciò per eventuali segnalazioni alla Prefettura affinché valuti se è il caso di mettere a disposizione della giudice "strumenti di protezione".
Tutti i consiglieri togati del Csm (ad eccezione degli appartenenti a Mi: Paola D'Ovidio, Eligio Paolini, Bernadette Nicotra, Maria Vittoria Marchianò, Luisa Mazzola ed Edoardo Cilenti), insieme ai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli, hanno chiesto l'apertura di una pratica a tutela per Tiziana Landoni, gip presso il Tribunale di Milano, in relazione alle dichiarazioni del Presidente del Consiglio sul provvedimento di non convalida del fermo di Youssef Siher.
Il documento è stato depositato al Comitato di presidenza di Palazzo Bachelet. "Le dichiarazioni sono ritenute inaccettabili perché travalicano i confini della legittima critica ai provvedimenti giudiziari, rischiando di delegittimare la magistrata e la stessa funzione giurisdizionale- secondo il contenuto della richiesta di pratica a tutela della magistrata -. Le decisioni giudiziarie possono essere criticate, anche severamente, ma non possono essere rappresentate come un ostacolo alla sicurezza dei cittadini o una mortificazione del lavoro delle Forze dell'ordine". E ancora: "particolarmente preoccupante è che simili affermazioni provengano dalla più alta autorità di Governo, con il rischio di trasformare decisioni giudiziarie sgradite in occasioni di contrapposizione politica. La sicurezza collettiva e il rispetto delle garanzie costituzionali non sono valori contrapposti. La richiesta di tutela intende riaffermare il ruolo del Csm nella salvaguardia dell'autonomia e dell'indipendenza della magistratura".
Nordio, non manderemo ispettori a Milano per la decisione su Siher "Non c'è alcuna intenzione di mandare gli ispettori a Milano" dopo la decisione del gip di rimettere il libertà Youssef Siher, il trentenne che aveva creato l'account drl Movimento17 ottobre, "ma di fronte ad una richiesta della procura della custodia in carcere che sembrava ben motivata, ribadisco di essere rimasto sorpreso. Penso che la procura impugnerà e vedremo come andrà a finire".