// PUNTO INFORMATICO — SALUTE
Neuralink Telepathy traduce i pensieri in parole
Si chiama Telepathy il primo prodotto di Neuralink. Come si può intuire dal nome, è un dispositivo che legge l’attività cerebrale per tradurla in testo, permettendo di comunicare anche a chi ne ha perso la facoltà a causa di un trauma o di una patologia. L’annuncio è arrivato direttamente da Elon Musk, che lo descrive come un sistema di comunicazione ad alta velocità con computer o esseri umani, semplicemente attraverso il pensiero.
Il CEO prevede che, nel giro di pochi anni, i progressi introdotti a livello di larghezza di banda e capacità di elaborazione consentiranno di superare la velocità massima con cui un essere umano può parlare o scrivere. Ciò che è in grado di fare ora è invece testimoniato nel video qui sotto, in cui gli ingegneri della società hanno trascorso 72 ore con un partecipante al progetto pilota.
Ciò che fa è analizzare l’attività cerebrale, innanzitutto per capire quando la persona ha intenzione di parlare, poi per tradurre i segnali generati dal cervello in un testo da dare poi in pasto a un sintetizzatore vocale, perché lo possa riprodurre in formato audio. In questo caso, un’applicazione mobile fa da ponte, gestendo input e output. L’obiettivo è quello di restituire la capacità di comunicare e l’indipendenza a chi le ha perse. Musk però non si ferma qui.
Si spera che, tra qualche anno, saremo in grado di convogliare i segnali provenienti dalle aree motorie e sensoriali del cervello verso gli arti, consentendo così alle persone di tornare a usare le mani e a camminare.
Una postilla che compare all’inizio del filmato sottolinea che il dispositivo non ha ancora ottenuto l’approvazione della FDA (Food and Drug Administration) e che il protagonista della sperimentazione partecipa in qualità di volontario. Inoltre, il vibe coding ha un ruolo chiave nel progetto, come affermato nel video da uno degli ingegneri coinvolti in quello che è stato sostanzialmente un hackathon.
Lo step successivo per Neuralink sarà concentrarsi sul progetto Blindsight. Ne abbiamo già scritto su queste pagine: è quello che promette di restituire la vista. Lo sviluppo sarebbe già a buon punto, aspettando l’autorizzazione da parte delle autorità.
Our second product is called Blindsight and it will, as the name suggests, enable even those who are completely blind or have never seen to see.
It is ready from an engineering standpoint. Just waiting on regulatory approval.