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9 cloni di Zelda perfetti che probabilmente non conosci ma che dovresti giocare subito
Se ultimamente vi è venuta voglia di giocare qualche gioco in stile Zelda, quindi con enigmi da risolvere, strumenti da trovare capaci di aprire nuove strade e dungeon caratteristici, abbiamo raccolto alcuni giochi che utilizzano la stessa formula con originalità.
Tilia vive con il padre e la sorella in una taverna, finché i pirati rapiscono la sua migliore amica e suo padre scompare mentre li insegue. Per ritrovarlo, parte attraverso un mondo di isole. Esplorando il giocatore ottiene armi e strumenti che permettono di raggiungere nuovi luoghi e dungeon e tra un’avventura e l’altra, proprio come in Zelda, ci si ritrova a fare deviazioni assurde, come una missione dedicata al compleanno di un cane.
Elliot è un avventuriero incaricato dal re di esplorare delle rovine oltre le mura del regno di Huther. Con lui viaggia Faie, una fata che solo lui riesce a vedere. Nelle rovine trova un passaggio verso diverse epoche della storia del regno. Questo porta il giocatore ad attraversare quattro periodi storici diversi. Spada, bombe, arco e boomerang lo aiutano nei dungeon e richiamano un po' l'arsenale di Zelda.
Tutto inizia quando una volpe cade in una grotta e trova una grossa chiave arrugginita. Può usarla come arma, ma anche per aprirsi la strada, tuttavia sta al giocatore capire dove andare, perché il gioco offre pochissime istruzioni scritte e lascia piccoli disegni come indizi. Anche l’aspetto rétro è personalizzabile, con diverse palette a due colori.
Dopo dieci anni lontano da casa, Oran torna al paese e scopre che i genitori sono morti. In questo contesto, i dungeon servono per trovare strumenti che aprono percorsi prima irraggiungibili, proprio come in uno Zelda classico. In città, invece, può aiutare gli abitanti e fare loro dei regali per guadagnarsi la loro fiducia, con alcuni che potrebbero diventare anche interessi romantici.
Pippit, un giovane pipistrello appassionato di tornei di yoyo, si ritrova coinvolto nella ricerca dell’anima di sua zia, Madame Pipistrello, divisa fra quattro enormi batterie da alcuni boss criminali. Ogni distretto della città ha un boss da affrontare e una nuova abilità per lo yoyo da ottenere. I potenziamenti si comprano a debito, quindi prima del tempo, ma ogni potenziamento preso a debito aumenta il danno subito, quindi spendere di più rende più rischiosi gli scontri successivi.
Dopo essere stato trascinato via da un fiume, Tavian viene nominato guardiano dei boschi da una divinità e riceve l’incarico di trovare un dio scomparso. Il viaggio non viene affrontato in solitaria, infatti si possono controllare anche altri due guardiani, ognuno con abilità diverse. I dungeon sono costruiti attorno a queste capacità, che bisogna usare per superare gli ostacoli. Attenzione alle armi, però: si rompono in fretta.
A Mystralia la magia è vietata perché, in passato, un re mago distrusse intere città. Zia lo scopre quando una fiammata nata dai suoi poteri brucia la sua casa e la costringe all’esilio. Durante il viaggio bisogna imparare a combinare quattro incantesimi di base con delle rune (movimento, innesco e comportamento) e ogni combinazione dà esisti diversi. Per esempio, una runa di movimento può trasformare il fuoco in una palla di fuoco, oppure lo scudo in uno scatto. La magia diventa così uno strumento da modellare.
Un re che vuole vivere per sempre ha imprigionato Kharon, che ritiene essere la Morte, in una cripta. Kharon, quindi, cerca di fuggire attraversando un unico enorme dungeon. Tuttavia, Kharon è uno spirito che non può interagire fisicamente con le cose, quindi per risolvere enigmi e superare gli ostacoli deve possedere i nemici, per poterne utilizzare le abilità. L’avventura mantiene la visuale dall’alto tipica di Zelda, ma sceglie toni più cupi.
Su una spiaggia, una creatura simile a un’anatra raccoglie una spada maledetta, ma ben presto scopre che ha solo 60 secondi prima di morire. Questo fa sì che Minit diventi un gioco fatto di tentativi di 60 secondi. Alla fine dei sessanta