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La Russia svende il modello più amato da Putin: l’icona del lusso a rischio fallimento
La limousine Aurus Senat di Putin verrà venduta con un maxi sconto per evitare un dissesto finanziario inaspettato.
Sviluppata dalla NAMI di Mosca, la limousine russa Aurus Senat è l’evoluzione della Senat lanciata nel 2013. L’auto presidenziale rientra in una gamma di veicoli della serie Kortez, che include una berlina, un minivan e un off-road. Svelata al Salone dell’automobile di Mosca nel settembre 2018 vanta un motore 4.4 litri V8 realizzato da NAMI in collaborazione con Porsche.
Il top di gamma avrebbe dovuto conquistare gli sceicchi arabi, arrivando a costare circa 580.000 euro. In Cina la variante civile dovrebbe aggirarsi sui 10 milioni di Rubli, poco meno di 110.000 euro. In base a quanto emerge sulle pagine del Moscow Times, che cita il canale Telegram russo Mash, il prezzo dell’Aurus Senat è calato da 50 milioni di rubli a 40 milioni di rubli, ovvero circa 464.000 euro.
L’intero settore del lusso ha subito una forte contrazione nel corso del 2026 a causa dello scoppio della guerra in Medio Oriente, uno dei mercato più importanti per quanto concerne la vendita di supercar. La Casa automobilistica russa di lusso Aurus sarebbe stata costretta ad abbassare il prezzo di oltre 115.000 euro per spingere la limousine, riducendo tantissimo i margini di guadagni.
Il modello utilizzato dal leader russo Vladimir Putin in tal modo dovrebbe incrementare le vendite entro la fine del 2026, ma con la riduzione del 20% ha perso quella percezione di lusso estremo. I concessionari hanno annunciato ai potenziali clienti che il prezzo del veicolo potrebbe tornare a salire a 52 milioni di rubli, circa 570.000 euro nel 2027.
Aurus sta già accettando preordini per una versione aggiornata del modello Senat, il cui lancio sul mercato dovrebbe avvenire tra aprile e giugno 2027. Il veicolo aggiornato è attualmente disponibile a 49 milioni di rubli (circa 536.000 euro), per poi essere proposto definitivamente a 55 milioni di rubli (circa 602.000 euro) dopo il lancio ufficiale.
Il progetto sostenuto dal Governo russo non è andato come nelle aspettative. Il marchio nazionale automobilistico destinato agli alti funzionari statali. Nonostante i finanziamenti e la competenza dall’Istituto centrale di ricerca scientifica russa per l’industria automobilistica e dei motori non ha prodotto i risultati sperati. La produzione nell’impianto di Yelabuga, nella Repubblica del Tatarstan, avrebbe dovuto offrire fino a 5.000 veicoli all’anno.
Basandosi su componenti importati, il produttore ha continuato ad approvvigionarsi di carrozzerie, sensori, centraline elettroniche, interruttori, attrezzature per la saldatura e altri elementi tecnici da Corea del Sud, Cina, India, Turchia e Paesi dell’Ue almeno fino al 2023. Con una domanda limitata e la crescita dei prezzi, sono iniziati i primi dubbi sulla sostenibilità sul lungo periodo della produzione nello stabilimento di Yelabuga.