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5 giochi PS5 sotto le aspettative: che grandi delusioni!
Nel corso dei suoi sei anni di vita, PlayStation 5 ha offerto diversi giochi eccezionali, sia tra i first party come God of War Ragnarok e Marvel's Spider-Man 2, sia tra le terze parti quali Elden Ring e Baldur's Gate 3. Nel mezzo, però, non sono mancate nemmeno grandi occasioni mancate.
Di seguito vi citiamo 5 giochi usciti su PS5 che si sono rivelati grandi delusioni, con risultati al di sotto delle aspettative:
Nel caso di Babylon's Fall non parliamo solo di una profonda delusione, ma anche di un autentico disastro, un Action/RPG multiplayer che subito al lancio si è dimostrato un fallimento ludico e concettuale venendo ignorato dal pubblico. E dopo neanche un anno di commercializzazione Square Enix ha spento i server, relegando Babylon's Fall all'oblio. A lasciare davvero interdetti è il fatto che Babylon's Fall è stato sviluppato da PlatinumGames, studio specializzato proprio nel genere Action e dunque vederlo realizzare un disastro di tale portata ha lasciato davvero senza parole. Forse averlo concepito come un live service ha creato molteplici difficoltà al celebre studio nipponico, non specializzato in questo tipo di produzioni, ma di certo in pochi avrebbero immaginato un fallimento così immenso.
Descritto come un "kolossal AAAA" da Striking Distance Studios e dal publisher Krafton, The Callisto Protocol puntava ad imporsi come uno dei Survival Horror simbolo di questa generazione. Considerato poi che a dirigerlo c'era Glen Schofield, la stessa mente dietro l'originale Dead Space, l'ottimismo era tangibile ad ogni anteprima. Alla resa dei conti, però, The Callisto Protocol non ha retto il peso delle aspettative: nonostante un comparto tecnico impressionante e una direzione cinematografica encomiabile, l'opera non ha convinto per gameplay, trama e level design rivelandosi sottotono in ogni aspetto fondamentale. Un sistema di controllo problematico ha poi dato la mazzata definitiva ad un gioco che poteva e doveva raggiungere traguardi molto più importanti. E invece flop di vendite, IP praticamente abbandonata e Glen Schofield che ha detto addio ai videogiochi: una vera e propria ecatombe.
La Capcom degli ultimi anni sta vivendo di fatto uno stato di grazia, ma di fronte a molteplici grandi successi non è comunque mancato qualche inciampo. Exoprimal è stato il più evidente. Concepito come un TPS votato al multiplayer che mette i giocatori contro famelici dinosauri, il gioco non è riuscito a convincere critica e pubblico a causa di un gameplay derivativo e una certa mancanza di contenuti sfociati poi in una ripetitività evidente sul lungo termine. Exoprimal non ha raggiunto risultati commerciali particolarmente rilevanti e nel giro di un anno Capcom ha annunciato lo stop a nuovi aggiornamenti alzando bandiera bianca. A questo punto, per restare in tema dinosauri, non era meglio riesumare finalmente l'IP di Dino Crisis?
Anche se magari Forspoken non era davvero così brutto come si crede, il suo flop rimane comunque un dato di fatto. La produzione Square Enix, un Action/RPG open world con un focus sugli incantesimi magici in combattimento, non ha conquistato i giocatori sia per trama, dialoghi e personaggi non esattamente memorabili, sia per una certa mancanza di profondità ludica che sul lungo termine a reso l'esperienza di gioco pesante da digerire. Nel complesso non era affatto un disastro, ma a parte una direzione tecnica impressionante Forspoken non aveva sostanza a sufficienza da permettergli di elevarsi nel suo genere di appartenenza. E così ecco inevitabile il flop commerciale, con Square Enix che oggi sembra quasi far finta della sua esistenza.
Ok, parliamo di uno spin-off minore concepito come un Metroidvania 2D, in ogni caso God of War Sons of Sparta non si è rivelato all'altezza del nome che porta rivelandosi infine il punto più basso toccato dalla storica serie di God of War. Sulla carta Sons of Sparta non fa in realtà nulla di tremendamente sbagliato, il reale inconveniente è il suo essere un Metroi