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Stellar Blade su Nintendo Switch 2: il porting sorprende più del previsto
Quando abbiamo recensito Stellar Blade su PlayStation 5, lo avevamo definito un action con una forte componente soulslike, costruito soprattutto attorno a un sistema di combattimento basato sul tempismo, sulle parate e sulla lettura degli attacchi nemici. Un gioco non perfetto, con una narrativa poco coinvolgente e sezioni platform decisamente meno riuscite rispetto agli scontri, ma comunque capace di divertire grazie soprattutto al suo combat system. A distanza di oltre due anni, il titolo di Shift Up arriva anche su Nintendo Switch 2 in una Complete Edition che, al di là dei contenuti aggiuntivi, pone una domanda abbastanza semplice: quanto bisogna sacrificare per far girare su una console portatile un gioco nato come esclusiva PS5? La risposta, sorprendentemente, è: meno di quanto ci si potrebbe aspettare.
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Partiamo dalla cosa più importante: la struttura del gioco non cambia. Eve torna sulla Terra per affrontare i Naytiba in un'avventura che alterna scenari più lineari a zone aperte, missioni secondarie, combattimenti contro boss e qualche deviazione verso sezioni platform o fasi maggiormente orientate all'uso del drone come arma da fuoco.
Il cuore rimane il sistema di combattimento, che continua a essere la parte migliore dell'esperienza. Parate, schivate, combo e attacchi speciali richiedono attenzione e tempismo, soprattutto contro i nemici più aggressivi, e la difficoltà può diventare significativa procedendo nella campagna.
Restano anche i limiti che avevamo evidenziato nella recensione originale. Le sezioni platform non raggiungono la stessa precisione dei combattimenti, alcune aree aperte sono meno ispirate di altre e la storia, pur facendo da collante all'avventura, non è necessariamente il motivo principale per cui continuare a giocare.
Insomma, non è una versione che cambia il giudizio su Stellar Blade. È piuttosto un modo nuovo, e decisamente più portatile, di giocarlo.
Il dato più interessante della conversione non è tanto il confronto diretto con PS5, che ovviamente rimane superiore, quanto il fatto che il combat system conservi una buona sensazione di reattività anche su Switch 2. Ed è tutt'altro che scontato per un gioco che vive di parate, schivate e finestre temporali piuttosto precise.
Per raggiungere una fluidità vicina ai 60 fps, Shift Up si affida a una soluzione piuttosto aggressiva, combinando ricostruzione dell'immagine e generazione di fotogrammi aggiuntivi. Il risultato funziona meglio di quanto lasciassero temere le premesse, ma non è gratuito: l'immagine perde definizione rispetto alle versioni più potenti e, nelle scene più affollate, possono comparire imprecisioni visive soprattutto sugli elementi sottili, sugli effetti e sui dettagli in rapido movimento.
Ci sono anche pop-in più evidenti, texture meno ricche e ombre semplificate, ma il colpo d'occhio generale resta sorprendentemente convincente. Nei momenti più tranquilli è facile dimenticarsi per qualche secondo di stare giocando su un hardware portatile. Chi preferisce una resa più prevedibile può rinunciare alla generazione dei frame e giocare a 30 fps, sacrificando fluidità ma ottenendo un comportamento più lineare.
È proprio lontano dal televisore che questa edizione acquista più valore. Sul display integrato di Switch 2, la minore pulizia dell'immagine pesa meno, mentre diventa molto più evidente il vantaggio di poter giocare un titolo di queste dimensioni ovunque.