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Halo: Campaign Evolved, tra rivoluzione tecnica e scontri dietro le quinte con gli studi esterni
Secondo quanto riportato da un insider, lo sviluppo di Halo: Campaign Evolved avrebbe attraversato una fase piuttosto turbolenta, segnata da difficoltà organizzative, seguite da scelte tecniche complesse e da una collaborazione non sempre fluida con alcuni studi esterni.
Uno dei passaggi più delicati sarebbe stato quello legato al salto su Unreal Engine 5. L'obiettivo degli Halo Studios, secondo il report, era quello di riportare in vita l'esperienza originale mantenendone intatto il feeling, ma al tempo stesso modernizzandola con novità importanti come lo sprint, la cooperativa fino a quattro giocatori e varie rifiniture pensate per li pubblico di oggi.
Per questo motivo sarebbe entrato in gioco anche Abstraction, chiamato ad aiutare nell'adattamento del gioco al nuovo motore. Una missione tutt'altro che banale, perché non si trattava solo di trasportare l'opera originale ma di farlo senza snaturarla e aggiungendo in parallelo contenuti e funzionalità extra.
Stando a quanto emerso, però, la collaborazione non sarebbe andata liscia fino in fondo. Il report parla di tempistiche troppo strette e obiettivi considerati irrealistici, con la conseguenza che una parte consistente del lavoro svolto dal team esterno sarebbe stata poi scartata, ridotta o rifatta da zero in tempi molto brevi.
Una situazione che avrebbe inevitabilmente pensato anche sulla qualità finale del progetto, contribuendo alla comparsa di diversi problemi tecnici, tra cui bug e comportamenti anomali dell'IA segnalati nella versione conclusiva.
Secondo la ricostruzione, le difficoltà incontrate da Halo Studios avrebbero avuto ripercussioni anche su altri lavori interni come la cancellazione di Halo Project Ekur.