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Cosa succede se l’AI diventa davvero indispensabile
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Attenzione, perché stanno suonando delle sirene di allarme forse ancora non udibili da tutti ma che potrebbero dare il segnale a un grosso problema. Quello che ci siamo raccontati come un incidente “tecnico”, cioè il blocco di Fable 5, in realtà è un vero e proprio segnale politico: l’AI di frontiera è già troppo potente per restare tranquilla e troppo fragile per essere davvero affidabile. Intanto i token sembrano economici solo perché oggi si sta ancora comprando tempo.
Nel frattempo, lavoratori e utenti privati diventano sempre più dipendenti da strumenti che promettono efficienza e producono precarietà. E poi, cosa succede se ci staccano la spina al nostro modello preferito?
Venerdì 12 giugno il governo statunitense ha ordinato ad Anthropic di sospendere l’accesso a Fable 5 e Mythos 5 per ogni cittadino straniero, dentro e fuori dagli Stati Uniti. La direttiva cita motivi di sicurezza nazionale, senza dettagli tecnici. Anthropic ha disattivato entrambi i modelli per tutti gli utenti, non esistendo un modo selettivo per applicare il blocco.
Il tempismo aggrava la vicenda. Fable 5 era la versione pubblica e filtrata di Mythos, giudicata troppo delicata per una diffusione generale quando Anthropic la presentò in aprile. La versione integrale, Mythos 5, restava riservata ad agenzie governative e a pochi partner del programma Project Glasswing, lo stesso che aveva già spinto Anthropic a innalzare i propri livelli interni di sicurezza.
Il legame tra le grandi aziende di intelligenza artificiale statunitensi e Washington è ormai strutturale. Poche settimane prima lo stesso governo si era scontrato con Anthropic sul fronte opposto, quello dell’uso militare dei modelli, arrivando a un conflitto pubblico sui limiti imposti all’uso bellico della tecnologia. Nessun modello, per quanto sorvegliato, è al sicuro da una decisione presa altrove.
Il prezzo di Fable 5, dieci dollari per milione di token in ingresso e cinquanta in uscita, segna la fine dei modelli di frontiera a costi simbolici. È il doppio della tariffa di Opus 4.8, il modello meno avanzato della famiglia. Anthropic aveva già annunciato l’intenzione di estendere a tutti i clienti i modelli della cosiddetta classe Mythos.
La convenienza con cui per anni si sono usati chatbot e assistenti AI è una fase di transizione. Allenare e servire modelli sempre più grandi richiede una potenza di calcolo enorme, e il prezzo di un token riflette la scarsità nei data center. Quando i prezzi promozionali avranno fatto il loro lavoro, le tariffe torneranno a salire.
La dipendenza si forma proprio quando il servizio appare conveniente, mentre il suo costo reale resta in transito. Quando le tariffe saliranno, molte persone e organizzazioni si troveranno già agganciate al sistema. Pagare di più l’AI non sarà una scelta nuova, ma la conferma di un’abitudine consolidata e difficile da invertire.
Sul piano professionale la dipendenza non è solo tecnica, ma organizzativa. Una ricerca pubblicata su Nature indica che l’uso dell’AI in ufficio produce risparmi di tempo reali, accompagnati da un calo della percezione di efficacia personale e di proprietà sul lavoro. Diversi osservatori hanno già documentato un ridimensionamento degli organici là dove l’AI permette di gestire un carico doppio con metà del personale.