// TOM'S HARDWARE ITALIA — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
Tradurre con l'AI funziona abbastanza bene, tranne quando conta davvero
Nell'ultimo episodio di Two Humans in the Loop, il podcast di Tom's Hardware dedicato all'intelligenza artificiale e al suo impatto sulle nostre vite, Valerio Porcu e Fabrizio Degni discutono di traduzione, localizzazione e di cosa succede quando affidi a un sistema probabilistico il compito di rendere in un'altra lingua qualcosa che ha una sfumatura precisa e intenzionale.
Il punto di partenza è l'enciclica Magnifica Humanitas, firmata da Papa Leone XIV il 15 maggio 2026 nel 135° anniversario della Rerum Novarum. Un documento che Tom's Hardware ha già analizzato in dettaglio: parla di AI con una chiarezza rara, richiede regole, responsabilità e parla esplicitamente di "disarmare l'intelligenza artificiale". Ma confrontando la versione italiana con quella inglese, Degni ha trovato qualcosa di interessante.
Prima di entrare nel merito, il podcast affronta un tema terminologico che Porcu porta avanti con convinzione da anni. "Localizzazione" è una parola introdotta nel mondo dei videogiochi che ha contaminato il lessico professionale della traduzione, lasciando intendere che "traduzione" significhi un lavoro fatto male (letterale, scolastico) mentre "localizzazione" significherebbe il lavoro fatto bene, con attenzione al contesto culturale della lingua di arrivo.
Degni concorda: la distinzione è superflua. Tradurre bene ha sempre significato tradurre con sensibilità per la lingua di destinazione, conoscere i modi di dire, sapere cosa suona naturale per un parlante nativo non esperto. Non è una scoperta dei team di localizzazione dei videogame degli anni Novanta: è quello che si insegnava all'università ai traduttori professionisti.
Il problema reale non è il nome del processo, ma la qualità del risultato. E qui l'AI entra in modo interessante.
Degni ha analizzato le differenze tra l'italiano e l'inglese dell'enciclica usando più strumenti di analisi, inclusi motori cinesi (Wen) che hanno restituito risultati inaspettatamente precisi. Ne emergono tre macro-categorie di adattamento.
La prima è l'attenuazione giuridica: quando l'italiano attacca direttamente "il capitalismo tecnocratico" con tono magisteriale, l'inglese usa un lessico più vicino all'elaborazione delle politiche, meno polarizzante. La seconda è la glossa apologetica: l'inglese spiega e giustifica dove l'italiano afferma e dà per scontata la cultura generale del lettore. La terza, che si vede nell'esempio della "Magnifica Humanitas", è una differenza ontologica: l'italiano usa parole con peso specifico ("magnifica", aggettivo di valore assoluto nella tradizione della Chiesa), l'inglese perifrasa perché in inglese quel peso lessicale semplicemente non esiste.
Il confronto richiama un esempio classico che Porcu porta nell'episodio: i cartelli sui treni. "È vietato sporgersi dal finestrino" — imperativo, senza appello. "Please do not lean out of the window" — una richiesta cortese. Stesso divieto, registro completamente diverso. La differenza è strutturale: due lingue, due culture comunicative diverse che portano con sé registri incompatibili.
La domanda che resta aperta è se la versione inglese dell'enciclica fosse un adattamento voluto o un ammorbidimento involontario. Porcu propende per la prima ipotesi: il mondo anglosassone ha meno cattolici in senso tradizionale, e una comunicazione meno assertiva riduce l'attrito con chi non condivide il quadro di riferimento. Degni è d'accordo, ma nota il paradosso: un'etica che si presenta come universale e assoluta adatta il proprio tono al pubblico, il che è esattamente quello che fa una buona traduzione professionale, e anche un buon algoritmo di ottimizzazione.
La seconda parte dell'episodio affronta il confronto tra Google Translate e DeepL come rappresentanti di due generazioni di traduzione automatica. Il primo lavora per riconoscimento statistico su corpus enormi; il secondo usa AI generativa, permette di scegliere il tono, corregge i modi di dire. DeepL si posiziona oggi come strumento per contesti professiona