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Palantir, cosa c'è dietro l’azienda che prevede il futuro?
Se esiste un nome che negli ultimi mesi ha monopolizzato il dibattito etico tecnologico e geopolitico globale quello è sicuramente Palantir. Da fornitore di nicchia per i servizi segreti a gigante dell'intelligenza artificiale, questa azienda si trova oggi al centro di una tempesta perfetta; è considerata da alcuni lo scudo definitivo dell'Occidente contro il caos e da altri lo strumento definitivo per la sorveglianza di massa. Ma chi è davvero Palantir? Cosa fa esattamente la sua tecnologia? E perché le sue ultime mosse stanno spaventando governi e semplici cittadini? Analizziamo nel dettaglio il cuore dell'azienda tecnologica più controversa del nostro tempo.
Per capire Palantir, bisogna guardare a chi le ha permesso di nascere. All'inizio degli anni Duemila, l'azienda era una semisconosciuta startup il cui principale finanziatore era In-Q-Tel, ovvero il fondo di investimenti ufficiale della CIA e della comunità di intelligence americana. Nascere nel 2005 direttamente all'interno degli apparati governativi ha segnato in modo indelebile la natura della società.
Al vertice di questo impero dei dati troviamo un triumvirato molto particolare:
Il modello di business di Palantir è complesso, ma l'obiettivo è chiaro: creare e vendere software a chi deve prendere decisioni critiche basate su moli colossali di dati (come governi, forze armate, colossi bancari e ospedali).
Immaginate un'indagine investigativa classica. Per rintracciare un sospettato, un investigatore deve chiedere i tabulati alla compagnia telefonica, i movimenti bancari all'istituto di credito, i video delle telecamere al Comune e le prenotazioni dei voli alle compagnie aeree. Un processo che richiede burocrazia, riunioni e settimane di attesa. Ecco, il software di Palantir abbatte questi ostacoli: inserendo un nome nel sistema, in pochi secondi l'investigatore ottiene una mappa visiva e relazionale completa; dove ha dormito il sospettato, chi ha chiamato, cosa ha comprato e con quale auto si sta muovendo.
Il vero miracolo tecnico di questo approccio si chiama ontologia. Un computer normale non comprende il significato dei dati, ma vede solo righe e numeri; l'ontologia è lo strato software che dà un senso logico a quelle cifre. Spiega alla macchina che un determinato codice non è un semplice numero, ma è un "veicolo"; che un altro dato è una "persona"; e che quella persona sta guidando quel veicolo verso un magazzino specifico. Grazie all'intelligenza artificiale, il computer non si limita più a mostrare questi collegamenti, ma inizia a fare previsioni e suggerire decisioni. È la realizzazione pratica del film Minority Report: senza chiaroveggenti umani, ma con algoritmi addestrati su oceani di dati.
Attorno a questa tecnologia, Palantir ha costruito un ecosistema di piattaforme:
Da semplice fornitore di tecnologia, negli ultimi tempi Palantir si è trasformata nello strumento centrale del governo degli Stati Uniti, guidato dall'attuale amministrazione.
Tra il 2025 e oggi, Palantir ha stretto accordi con l'agenzia per l'immigrazione (ICE) per oltre ottantuno milioni di dollari. Il fulcro è ImmigrationOS, una piattaforma progettata per monitorare l'intero ciclo di vita di una persona identificata, fino alla sua espulsione. A destare maggiore preoccupazione è, però, uno strumento noto come ELITE. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, questa piattaforma attingerebbe persino da banche dati sanitarie per localizzare le persone, assegnando un "punteggio di affidabilità" all'indirizzo in cui si ritiene possano nascondersi, allo scopo di arrestarle; l'uso di dati medici per finalità di polizia rappresenta un confine etico estremamente delicato, sebbene non vi siano ammissioni formali da parte dell'azienda.
A marzo del 2025, la situazione si è infiammata ulteriormente. Un ordine esecutivo governativo ha imposto di "abbattere i muri informativi" tra le varie agenzie federali, ufficialmente per combattere frodi e sprechi. Palantir è stata chiamata a costruire un