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Il salto mortale delle vedove nere potrebbe essere scritto nel DNA
Un gruppo di ricercatori ha studiato l'origine genetica del comportamento riproduttivo estremo dei maschi di vedova nera, scoprendo che il salto verso le zanne della femmina sembra seguire un modello ereditario relativamente semplice. Gli esperimenti, descritti su Biology Letters, associano il gesto al cromosoma X, mentre un'altra componente del rituale potrebbe dipendere da più geni. Le due specie confrontate potrebbero essersi separate meno di 100.000 anni fa, pur mostrando strategie di accoppiamento profondamente diverse.
Il protagonista più spericolato è il ragno dalla schiena rossa australiano, Latrodectus hasselti, un parente delle vedove nere. Durante l'accoppiamento il maschio esegue una capriola che porta l'addome vicino alle zanne della femmina, esponendosi al cannibalismo. Contemporaneamente contrae l'addome, una manovra che sembra consentirgli di sopravvivere abbastanza a lungo da completare il trasferimento dello sperma. Può inoltre spezzare i pedipalpi, gli organi usati per l'inseminazione, lasciandoli nella femmina come una sorta di tappo contro i rivali.
Il vicino neozelandese katipo, Latrodectus katipo, non mostra invece salti, costrizioni o cannibalismo durante l'accoppiamento. Per confrontare i due repertori, i ricercatori hanno fatto accoppiare femmine katipo e maschi australiani, ottenendo discendenti ibridi. Le femmine ibride sono state poi incrociate nuovamente con maschi delle due specie, generando individui con differenti combinazioni genetiche. L'esperimento inverso non era praticabile, poiché le femmine australiane tendevano a mangiare i maschi katipo prima dell'accoppiamento.
Grazie a questi incroci controllati, i maschi ibridi sono stati osservati insieme a femmine katipo, che normalmente non divorano il partner. Il salto e la contrazione dell'addome comparivano insieme soltanto in circa metà delle combinazioni osservate; negli altri casi era presente uno solo dei due comportamenti. Il risultato suggerisce che le due azioni, sebbene coordinate nel rituale della specie australiana, non siano controllate dalla stessa porzione di DNA.
L'ereditarietà del salto ha mostrato un modello dominante-recessivo associato all'assetto dei cromosomi sessuali. Lo studio non identifica tuttavia uno specifico gene responsabile e non dimostra che il cromosoma X sia l'unico elemento coinvolto. I dati indicano piuttosto che una componente genetica relativamente semplice può contribuire alla presenza o all'assenza della capriola nei discendenti.
La costrizione addominale ha restituito un quadro meno lineare. Potrebbe essere una caratteristica poligenica, cioè regolata dall'azione combinata di diversi geni, oppure risentire maggiormente delle reazioni della femmina durante l'accoppiamento. Serviranno campioni più ampi e analisi genomiche mirate per distinguere queste possibilità e individuare le varianti effettivamente associate ai comportamenti osservati.
Il lavoro offre un modello sperimentale per studiare come la selezione sessuale possa separare e ricombinare azioni apparentemente inseparabili. Soltanto alcune specie di vedove praticano regolarmente il cannibalismo del partner, tra cui quella australiana e la vedova nera meridionale statunitense. Il gruppo dell'Università di Amburgo propone quindi di estendere il confronto ad altre specie di Latrodectus, verificando quanto questo schema ereditario sia diffuso nel genere.
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