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Microbot magnetici contro le microplastiche: la nuova armata che pulisce acqua e terreno
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Scienziati della Repubblica Ceca hanno creato microscopici robot per la pulizia che è stato possibile sfruttare per rimuovere con successo microplastiche sia dal suolo che da ambienti acquatici in laboratorio.
I dettagli sono stati pubblicati sulla rivista NPG Asia Materials. Per costruire i robot, i ricercatori sono partiti da particelle microscopiche di MXene, composte da strati sovrapposti ed ultrasottili. Il materiale presenta un’ampia superficie e una chimica superficiale che consente di attirare e trattenere la plastica; hanno poi rivestito le particelle con nanoparticelle magnetiche di nichel, in modo che i campi magnetici rotanti potessero guidare i piccoli robot.
Nella fase di test il team di ricercatori ha immerso sciami di questi microbot in campioni di acqua e terreno contaminati dalla plastica. I campi magnetici generati dall’esterno hanno fatto ruotare e ruzzolare i robot attraverso il liquido, spingendoli a farsi strada tra i piccolissimi spazi d’acqua presenti nel suolo.
“Negli ambienti terrestri, i microrobot possono navigare attraverso microambienti di suolo permeati d’acqua, interrompere attivamente l’intrappolamento delle microplastiche all’interno delle matrici del terreno ed estrarle”, spiegano gli autori dello studio.
Durante il movimento, le superfici adesive si sono scontrate con le microplastiche, legandosi a esse, trascinandole con sé. I ricercatori hanno utilizzato un magnete per estrarre dai campioni i microrobot insieme al loro carico di plastica catturato.
I risultati sembrano ottimi: in acqua è stato possibile rimuovere circa il 94% delle particelle di polistirene e l’89% di PET (polietilene tereftalato) in circa un’ora. Nel modello di terreno hanno rimosso circa l’81% di polistirene e il 72% di PET.
Sebbene i risultati siano stati promettenti, i test sono stati condotti in laboratorio. Saranno necessarie prove sul campo per valutare l’efficacia di questo approccio in condizioni reali. Ci sono anche potenziali rischi che dovranno essere affrontati, come la cessione di ioni metallici e il recupero magnetico eventualmente incompleto. Il team di ricercatori ritiene ad ogni modo che la piattaforma microrobotica potrebbe rivelarsi preziosa negli anni a venire.
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